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REVIEW   

Minerva Medicolegale 2007 December;127(4):293-9

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Estrazione del DNA da resti di antichi scheletri

Lacan M., Thèves C.

Laboratory of Anthropobiology CNRS FRE2960, Toulouse, France


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Nell’identificazione forense, lo studio del DNA estratto da resti umani antichi rappresenta un aiuto prezioso. Quando i corpi vengono tenuti in determinate condizioni, (in ambiente freddo, asciutto, anossico e sterile), possono essere estratti alcuni piccoli frammenti (circa 200 paia di basi).
Grazie a un gran numero di copie per cellula, il DNA mitocondriale è spesso l’unico ancora presente in quantità sufficienti per essere analizzato. Comunque, la maggior parte delle volte, esso viene estratto in piccole quantità, ed è in parte degradato o chimicamente modificato, o talvolta coestratto con inibitori di reazioni, o ancora contaminato da DNA esogeno. Pertanto, la sua estrazione e studio richiedono precauzioni specifiche e deve essere trattato solo in condizioni sterili, per evitare qualsiasi contaminazione. Gli step dell’estrazione e purificazione del DNA sono cruciali. I metodi basati sul fenol-cloroformio e il legame tra il DNA e una matrice di silice sembrano i più efficaci per ottenere quantità sufficienti di materiale analizzabile.

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