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REVIEW   

Minerva Medicolegale 2003 December;123(4):179-92

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’omicidio volontario nel settorato bolognese (1980-2000)

Vasapollo D., Tudini M., Landuzzi F., Vercelli A.


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Gli Autori, dopo aver esaminato le schede necroscopiche contenute nell'archivio dell'Istituto di Medicina Legale di Bologna e la cronaca locale del periodo compreso tra il 1980-2000, hanno individuato la presenza di 167 vittime di omicidio volontario nel suddetto settorato. Dopo aver esaminato le casistiche di altre province si è cercato di confrontare i risultati con quella bolognese. Si è rilevato un sostanziale aumento degli omicidi volontari nell'ultimo decennio, pur mantenendosi al di sotto delle medie nazionali, assumendo un ruolo determinante in tale incremento la vittima extracomunitaria, inesistente nel decennio precedente. Dai dati raccolti è emerso il profilo tipico della vittima: sesso maschile, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, non coniugata, indigena, con occupazione stabile. Il movente più frequente è da ricercare nelle dinamiche intrafamiliari, sottolineando come nella realtà bolognese prevalgano ancora gli omicidi scaturiti in ambito domestico, i cosiddetti family crimes. Circa il mezzo lesivo, prevale l'arma da fuoco, come nei settorati simili a quello bolognese, pur riscontrandosi un recente incremento dell'uso di strumenti da punta e taglio. Infine, si è evidenziata la non eccezionalità dell'omicidio-suicidio: 18 sono i casi, 23 le vittime, prevalentemente di sesso femminile, di solito in rapporto molto stretto con l'autore del delitto, quasi sempre caratterizzati da un precedente periodo di convivenza; in genere il movente di questo tipo di omicidio è la gelosia. Infine, si è tracciato il profilo generico della vittima extracomunitaria: di sesso maschile, giovane, nordafricano, celibe e disoccupato, ucciso per lo più con arma da fuoco.

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