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  TROMBOSI 

Minerva Medica 2013 April;104(2):131-9

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Nuovi anticoagulanti per il trattamento della tromboembolia venosa

Prandoni P., Dalla Valle F., Piovella C., Tormene D., Pesavento R.

Department of Cardiothoracic and Vascular Sciences, University of Padua, Padua, Italy


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Negli ultimi anni, le significative limitazioni associate all’utilizzo degli antagonisti della vitamina K (AVK) hanno incoraggiato lo sviluppo di nuovi agenti. In base ai ruoli centrali rivestiti dalla serin proteasi trombina e dal fattore Xa nella cascata della coagulazione ematica, sono stati sviluppati inibitori diretti della trombina e inibitori diretti del fattore Xa. Tali agenti, che includono l’inibitore diretto della trombina (dabigatran etexilato), e gli inibitori del fattore Xa (rivaroxaban e idrabiotaparinux), sono privi dei numerosi limiti che presentano gli AVK. In base ai risultati di studi clinici randomizzati di fase III, sia dabigatran che rivaroxaban sono abbastanza efficaci e sicuri da qualificarsi come anticoagulanti orali ideali per il trattamento iniziale e a lungo termine di pazienti con tromboembolia venosa (TEV) acuta. Rivaroxaban non necessita di un iniziale trattamento per via parenterale e può essere somministrato una volta al giorno dopo le prime tre settimane. Entrambi presentano dei limiti per il trattamento di pazienti con insufficienza renale grave e sono necessari ulteriori studi nei pazienti oncologici e nelle pazienti incinte con TEV. Entrambi sono privi di antidoti.

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