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REVIEW   

Minerva Medica 2012 December;103(6):533-9

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Ridotta capacità riparativa delle ferite nel diabete: la base razionale per l’uso dell’acido ialuronico associato alla sulfadiazina d’argento

Prosdocimi M. 1, Bevilacqua C. 2

1 Pharmacologist, Padua, Italy; 2 Biologist, Abano Terme, Padua, Italy


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Le lesioni cutanee croniche nel diabetico rappresentano un problema grave e frequente, sono infatti una delle cause principali di ospedalizzazione, anche se manca un consenso generale su quale sia il trattamento più appropriato per questa diffusa condizione patologica. Obiettivo della rassegna è stata la analisi dei più recenti meccanismi che sono alla base dell’uso clinico nel diabetico di un prodotto contenente acido ialuronico (HA) e sulfadiazina argentica (SSD), prodotto ampiamente applicato in lesioni cutanee di varia origine sia acute che croniche. I meccanismi della riparazione tessutale sono alterati nel diabetico rispetto ad un soggetto sano, principalmente per una ridotta risposta dei cheratinociti e per una ridotta capacità di neoangiogenesi delle cellule endoteliali. Poiché HA favorisce il processo di riparazione tissutale attraverso vari meccanismi, tra cui una aumentata angiogenesi ed una attivazione dei cheratinociti, risulta dunque razionale applicarlo nella lesione diabetica. SSD è largamente utilizzata nelle lesioni cutanee acute, in particolare nelle ustioni, dove è considerata “gold standard” con cui paragonare nuovi trattamenti l’efficacia di SSD in termini di spettro di attività su microorganismi di vario tipo, con rare segnalazioni di eventi avversi, rendono SSD potenzialmente molto utile nelle lesioni dei pazienti diabetici, nei quali la comparsa di infezioni causate da batteri resistenti a molti antibatterici, ma non a SSD, è assai frequente. In conclusione, l’uso della combinazione tra HA e SSD nel paziente diabetico appare razionale e potenzialmente capace di condurre ad un miglioramento del quadro clinico per l’effetto sinergico di controllo dell’infezione e accelerazione del processo di riparazione tessutale.

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