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  MALATTIE RENALI, OGGI 

Minerva Medica 2012 August;103(4):253-66

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Una panoramica della terapia immunosoppressiva nella nefropatia membranosa idiopatica

Maas R. J., Hofstra J. M., Wetzels J. F.

Department of Nephrology, Radboud University Nijmegen Medical Centre, Nijmegen, the Netherlands


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La nefropatia membranosa idiopatica è la causa più comune di sindrome nefrosica. Nei pazienti che presentano un livello di proteinuria compreso nell’intervallo nefrosico il decorso clinico è variabile, con il 50% dei pazienti che sviluppa la nefropatia in stadio terminale dopo un prolungato follow-up senza terapia. Passiamo in rassegna le diverse modalità di trattamento immunosoppressivo. L’efficacia delle sostanze alchilanti è stata dimostrata in studi randomizzati, sebbene gli effetti collaterali siano uno degli inconvenienti principali. Gli inibitori della calcineurina, il rituximab e probabilmente la corticotropina (ACTH) sono in grado di indurre la remissione della proteinuria, preannunziando quindi una buona prognosi. Tuttavia, l’efficacia di tali sostanze deve essere confermata in studi randomizzati con adeguati endpoint renali. Il trattamento immunosoppressivo deve essere limitato ai soli pazienti ad alto rischio. L’utilizzo della terapia immunosoppressiva ha migliorato l’esito dei pazienti con NMI e attualmente meno del 10% dei pazienti progredisce verso la nefropatia in stadio terminale (ESRD).

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