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REVIEW   

Minerva Medica 2008 December;99(6):619-29

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Alterazioni epatiche nella malattia celiaca

Volta U.

Department of Clinical Medicine St.Orsola-Malpighi Polyclinic University of Bologna, Bologna, Italy


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Sebbene lo spettro delle alterazioni epatiche associate alla celiachia sia particolarmente eterogeneo, due principali forme di danno epatico, criptogenetico e autoimmune, appaiono essere strettamente correlate con l’enteropatia da glutine. Il più frequente riscontro è rappresentato da un rialzo delle transaminasi da causa sconosciuta con danno epatico lieve e corrispettivo istologico di una epatite reattiva non specifica (epatite celiaca), la quale si risolve nel giro di pochi mesi di dieta aglutinata. In pochi casi è possibile osservare, in corso di celiachia non riconosciuta o diagnosticata con grave ritardo, un danno epatico più marcato, che si manifesta sotto forma di severa epatite cronica e cirrosi epatica. In questi pazienti il danno epatico può ancora migliorare a seguito del riconoscimento della celiachia e dell’istituzione della dieta senza glutine. Inoltre, vi è una stretta associazione fra patologia epatica autoimmune e celiachia. Infatti, la malattia celiaca viene ritrovata nel 3-7% dei pazienti con cirrosi biliare primitiva, nel 3-6% di quelli con epatite autoimmune e nel 2-3% dei casi di colangite sclerosante primitiva. A differenza del danno epatico criptogenetico, la disfunzione epatica autoimmune non migliora significativamente dopo dieta aglutinata. Al momento non è possibile stabilire se le due principali forme di danno epatico (criptogenetico e autoimmune) riscontrate nella celiachia siano differenti entità con diverso meccanismo patogenetico, o se siano invece espressione di uno stesso disordine dove fattori genetici e durata dell’esposizione al glutine possono determinare la severità e il pattern del danno epatico.

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