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REVIEW  CLINICAL ADVANCES IN HYPERTENSION 

Minerva Medica 2006 August;97(4):365-70

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Neuroimaging nella diagnosi dell’ipertensione intracranica idiomatica

Agid R., Farb R. I.

Division of Neuroradiology Department of Medical Imaging Toronto Western Hospital University Health Network (UHN) University of Toronto, Toronto, Ontario, Canada


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Tradizionalmente, il principale ruolo della diagnostica per immagini nella diagnosi di ipertensione intracranica idiopatica è stato quello di escludere altre condizioni che possono causare un aumento della pressione intracranica e papilledema. In questi anni, sono stati eseguiti numerosi tentativi di definire i segni oggettivi visibili nelle immagini tomografiche e in quelle angiografiche cerebrali che possano realmente identificare i pazienti con ipertensione intracranica idiopatica, piuttosto che solamente escludere altre patologie sottostanti. Vi è stata inoltre la speranza che tecniche di immagine con caratteristiche più funzionali quali la venografia con risonanza magnetica e le immagini pesate in diffusione potessero fornire una maggiore conoscenza sui sottostanti e ancora sconosciuti meccanismi eziologici di questa patologia. È stato recentemente dimostrato in uno studio controllato in doppio cieco che l’appiattimento del profilo posteriore del globo oculare è l’unico segno nelle immagini tomografiche che, se presente, depone fortemente per la diagnosi di ipertensione intracranica idiopatica. Inoltre, la valutazione dell’assottigliamento extraluminale ed intraluminale dei seni venosi durali trasversi e sigmoidei con la venografia RMN contrast enhanced utilizzando un semplice sistema a punteggio costituisce un test altamente sensibile e specifico per identificare i pazienti con ipertensione intracranica idiopatica. Sfortunatamente, nessuno degli studi radiologici finora pubblicati ha fornito informazioni utili per l’elucidazione della patogenesi della ipertensione intracranica idiopatica. In particolare, rimane oscuro se l’aumento della pressione intracranica sia dovuto ad una primitiva patologia vascolare venosa o se piuttosto la patologia stessa interessi secondariamente le vene cerebrali.

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