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REVIEW  FORUM SULLA SINDROME METABOLICA 

Minerva Medica 2006 April;97(2):123-41

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Sindrome metabolica e ipertensione: prevenzione e trattamento

Bernardi R., Cosentino E. R., Borghi C.

Dipartimento di Medicina Clinica e Biotecnologia Applicata D. Campanacci Università degli Studi di Bologna, Bologna


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Dagli anni ’50 l’associazione di entità metaboliche che possono presentarsi correlate all’obesità viscerale nell’età adulta ha avuto molte differenti definizioni; tuttavia, ad oggi, ancora non esiste un documento di accordo comune che unifichi le varie definizioni di sindrome metabolica (SM).
Dopo anni di consensi e di ricerche atte a identificare e a soppesare il contributo in termini di predizione di eventi cardiovascolari dei singoli criteri della SM, negli ultimi mesi da molti Autori si è verificata un’inversione di tendenza con l’evidenziazione di numerosi punti di controversia riguardanti i vari elementi che caratterizzano la diagnosi di sm. Tra questi, uno dei più incerti è probabilmente l’ipertensione arteriosa. Esistono perplessità riguardo sia l’arbitrarietà dei cut off utilizzati, che differiscono a seconda della classificazione considerata, sia riguardo ai metodi di rilevazione, sia anche all’iperinsulinemia/resistenza all’insulina, che è presente solo nel 50-60% degli ipertesi. I dati a disposizione non riescono attualmente a dirimere tutti i dubbi in proposito, tuttavia, tra i numerosi studi recenti, alcuni sembrano correlare la presenza contemporanea di ipertensione e dislipidemia con aumento del rischio di eventi cardiovascolari.
I dati epidemiologici internazionali indicano, inoltre, come la prevalenza della sm differisca da popolazione e popolazione, e, all’interno di esse, tra soggetti di sesso opposto, suggerendo che esista la necessità di adattare i criteri diagnostici alle diverse etnie.
La prevenzione della sm si basa ad oggi ancora sulla modificazione degli stili di vita; il severo rischio di una pandemia in un prossimo futuro ha portato all’attenzione dell’ultima sessione dell’American Heart Association l’importanza della prevenzione e dell’eventuale trattamento precoce nelle fasce di età pediatriche che costituiscono una nuova classe di soggetti a rischio di eventi cardiovascolari anche precoci.
Il trattamento farmacologico è volto al controllo dei vari fattori di rischio, in particolare dell’ipertensione e del dismetabolismo. Gli ACE-inibori, i sartani e le statine si pongono attualmente ai primi posti dei farmaci di prima scelta nell’approccio terapeutico della sm.

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