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REVIEW  HELICOBACTER PYLORI: IL BATTERIO DEL NOBEL 2005 

Minerva Medica 2006 February;97(1):19-24

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La diagnosi “non invasiva” dell’infezione da Helicobacter pylori nella pratica clinica del 2006

Pellicano R. 1, Astegiano M. 1, Smedile A. 1, 2, Bonardi R. 1, Morgando A. 1, Repici A. 3, Rizzetto M. 1, 2

1 S.C.D.U. Gastro-Epatologia Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista (Molinette), Torino 2 Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Torino, Torino 3 Servizio Endoscopia Digestiva Istituto Clinico Humanitas, Rozzano, Milano


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Attualmente, gli approcci impiegati per la diagnosi dell’infezione da Helicobacter pylori (H. pylori) sono definiti invasivi, se si basano su campioni bioptici ottenuti nel corso di esami endoscopici e non invasivi quando non hanno come presupposto tale strategia. Una terza opzione è rappresentata dallo string test, che impiega una metodica invasiva ma non endoscopica. La presente revisione della letteratura rappresenta un aggiornamento sull’approccio diagnostico non invasivo nella pratica clinica. Le metodiche non invasive comprendono il test del respiro o urea breath test (UBT), la ricerca dell’antigene fecale, i test sierologici e i doctor’s test. La scelta dell’indagine dipende da diversi fattori, per esempio le circostanze cliniche, l’accuratezza e il costo della strategia diagnostica e la disponibilità della metodica nell’area nella quale si opera. In accordo con le linee guida Europee, l’UBT e la ricerca dell’antigene fecale sono raccomandati, nell’ambito di una strategia test and treat, nei pazienti senza sintomi di allarme e di età inferiore ai 45 anni, a minor rischio di lesioni neoplastiche. La conferma dell’eradicazione dovrebbe essere indagata tramite l’UBT e, se quest’ultimo non è disponibile, la ricerca dell’antigene fecale rappresenta l’alternativa.

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