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Minerva Ginecologica 2013 December;65(6):631-9

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Individualizzazione della terapia ormonale in base al rischio cardiovascolare

Shoupe D.

Reproductive Endocrinology and Infertility Obstetrics and Gynecology Keck School of Medicine at University of Southern California, Los Angeles, CA, USA


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Molte donne, comprese quelle con fattori di rischio per le malattie cardiovascolari (cardiovascular diseases, CVD), possono desiderare i benefici associati alla terapia ormonale, compresa la protezione da progressione della CVD, fratture osteoporotiche, atrofia urogenitale, perdita di tono cutaneo, demenza e una riduzione della mortalità totale. Prima di iniziare o di continuare la terapia, è importante prendere in considerazione un’accurata analisi rischi-benefici in tutte le donne. Soprattutto, nel considerare l’avvio della terapia ormonale sostitutiva, è importante prendere in considerazione l’età della donna, il numero di anni dall’inizio della menopausa e un certo numero di fattori di rischio cardiovascolare. Le donne con fattori di rischio positivi sono a rischio maggiore con la terapia ormonale, in particolare correlato con l’inizio della terapia orale ad alto dosaggio. L’uso di una terapia ormonale transdermica a basso dosaggio può ridurre questi rischi. Per le donne con un episodio cardiovascolare recente, malattia tromboembolica corrente, immobilizzazione di lungo periodo, o grave arteriopatia periferica, generalmente la sostituzione ormonale non è consigliata. Vi è un crescente consenso sul fatto che il beneficio per il profilo di rischio della terapia ormonale sia elevato per le donne sane a basso rischio che iniziano la terapia entro 10 anni dalla menopausa, o che hanno meno di 60 anni. Tuttavia, sono necessarie considerazioni particolari per le donne al di fuori di tali limiti, o per coloro che presentano fattori di rischio di malattia cardiovascolare.

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