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ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Ginecologica 2011 December;63(6):485-9

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Diagnosi prenatale di rosolia congenita ed ecografia: uno studio preliminare

Migliucci A. 1, Di Fraja D. 1, Sarno L. 1, Acampora E. 1, Mazzarelli L. L. 1, Quaglia F. 1, Mallia Milanes G. 1, Buffolano W. 2, Napolitano R. 1, Simioli S. 1, Maruotti G. M. 1, Martinelli P. 1

1 Prenatal Diagnosis Unit, Department of Obstetrics and Gynecology, University Hospital Federico II, Naples, Italy; 2 Department of Paediatrics, University Hospital Federico II, Naples, Italy


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Obiettivo. Dimostrare il ruolo dell’ultrasonografia nella diagnosi prenatale di rosolia congenita.
Metodi. Studio descrittivo retrospettivo. 175 donne giunte presso il nostro centro per sospetta infezione da rosolia in gravidanza, nel periodo compreso tra Gennaio 1999 e Dicembre 2009. Nei casi di infezione confermata sono stati eseguiti controlli ecografici seriati alla ricerca di segni di infezione. Si riporta l’outcome neonatale.
Risultati. Su 175 donne studiate, 48 (27,4%) sono state classificate come casi confermati, 83 (47,4%) sono state classificate come casi sospetti, 44 (25,1%) erano donne in cui era esclusa con certezza l’infezione; non sono stati diagnosticati casi di infezione probabile. Nove (18,7%) bambini nati da donne con infezione confermata erano infetti. In particolare, 6 neonati (66,6%) erano asintomatici, altri 2 presentavano una forma incompleta di sindrome da rosolia congenita (CRS) per la sola presenza di sordità in assenza di ulteriori difetti congeniti, senza mostrare alcun segno ecografico prenatale di infezione. Solo un neonato presentava una CRS completa: i segni ecografici di infezione erano ritardo di crescita, polydramnios, cardiomegalia, difetti del setto atriale, epatosplenomegalia, ascite, iperecogenicità intestinale e placentomegalia. La specificità e la sensibilità dell’USG sono state 100% e 11% rispettivamente.
Conclusione. L’ultrasonografia ha un ruolo fondamentale nel management della rosolia in gravidanza nei casi di severi difetti congeniti. I ginecologi dovrebbero comprendere i limiti di tale metodica nell’individuazione della sordità e dei difetti minori.

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