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Minerva Ginecologica 2011 April;63(2):137-55

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Induzione dell’ovulazione nella IVF

Oehninger S.

Division of Reproductive Endocrinology and Infertility, Department of Obstetrics and Gynecology, The Jones Institute for Reproductive Medicine Eastern Virginia Medical School, Norfolk, VI, USA


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Questa revisione analizza gli attuali protocolli di iperstimolazione ovarica controllata (IOC) impiegati in ART. Esistono ancora controversie relativamente alla selezione della preparazione di gonadotropine (ricombinante versus forme urinarie, preparazioni contenenti FSH puro versus preparazioni contenenti FSH-LH), alla scelta di terapia adiuvante con analoghi del GnRH (agonisti versus antagonisti), e al pretrattamento con contraccettivi orali. Pazienti identificate in maniera prospettica come “responder intermedi” hanno risultati eccellenti con la terapia adiuvante sia con agonisti del GnRH (long protocol) sia con antagonisti del GnRH, tuttavia, il tipo e il dosaggio di gonadotropina devono essere scelti in base alla singola paziente per ottimizzare i risultati. Le “high responders” riportano ottimi risultati con regimi di stimolazione con gonadotropine a dosaggi ridotti che minimizzano l’incidenza della sindrome da iperstimolazione ovarica. Dall’altro lato, i risultati nelle “low/poor responder” rimangono subottimali sia in termini di risposta ovarica sia di qualità ovocita/embrione, nonostante diversi approcci di stimolazione e terapie adiuvanti implementate. Pertanto, la stimolazione ovarica costituisce uno step critico nella terapia della IVF. Vi sono numerosi nuovi regimi di IOC efficaci, tuttavia l’individualizzazione del trattamento è essenziale e dipende da una valutazione corretta e attenta della riserva ovarica. L’identificazione dei fattori sottostanti la scarsa risposta ovarica rappresenta una ardua sfida degli endocrinologi della riproduzione.

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