Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 2010 February;62(1) > Minerva Ginecologica 2010 February;62(1):7-16

ULTIMO FASCICOLO
 

JOURNAL TOOLS

eTOC
Per abbonarsi PROMO
Sottometti un articolo
Segnala alla tua biblioteca
 

ARTICLE TOOLS

Estratti
Permessi

 

ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Ginecologica 2010 February;62(1):7-16

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Analisi visuale dell’adesione e ritenzione vaginale di una lavanda ginecologica

Braga P. C. 1, Spallino A. 1, Dal Sasso M. 1, Sturla C. 2, Culici M. 1

1 Department of Pharmacology, School of Medicine, University of Milan, Milan, Italy 2 S. Antonio Abate University Hospital, Gallarate, Varese, Italy


PDF


Obiettibo. Le lavande ginecologiche devono essere in grado di ricoprire ed essere trattenute dalle superfici cutanee e/o mucose affinché le varie molecole in esse contenute possano agire in modo efficace nel trattamento delle affezioni locali. Lo scopo di questo studio è stato quindi quello di valutare la possibilità di visualizzare direttamente la capacità di una lavanda vaginale di ricoprire ed essere trattenuta dalle cellule vaginali umane.
Metodi. È stata studiata la lavanda vaginale “Saugella attiva”, acquistata in farmacia. Le cellule vaginali erano ottenute da donne di età variabile tra i 25-52 anni, in buone condizioni di salute, non gravide e non utilizzanti trattamenti locali, con mestruazioni regolari. Le cellule venivano ottenute mediante spatolamento delle pareti vaginali con una spatola sterile. Un particolato di ossido di ferro e l’Escherichia coli sono stati utilizzati come marcatori inorganici ed organici allo scopo di visualizzare mediante la microscopia a contrasto interferenziale di Nomarski e la microscopia elettronica a scansione la capacità del sottile film trasparente della lavanda di aderire e di essere trattenuto sulle cellule vaginali umane.
Risultati. Ambedue i marcatori si sono rivelati utili rendendo possibile la visualizzazione del sottile strato di lavanda anche alle diluizioni di 1:2 e di 1:4.
Conclusioni. Il fatto che la lavanda possa essere trattenuta localmente è un elemento utile in quanto la sua formulazione contiene il timolo e l’eugenolo che sono dotati di noti effetti antibatterici, antifungini ed antiossidanti, ma che necessitano di un certo periodo di tempo di contatto per agire pienamente.

inizio pagina