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REVIEW  SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO 

Minerva Ginecologica 2008 February;60(1):39-51

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Conseguenze metaboliche e cardiovascolari della sindrome dell’ovaio policistico

Orio F. 1, 2, Vuolo L. 2, Palomba S. 3, Lombardi G. 2, Colao A. 2

1 Department of Endocrinology, Parthenope University, Naples, Italy 2 Department of Molecular and Clinical Endocrinology, Federico II University, Naples, Italy 3 Department of Obstetrics and Gynecology, Magna Graecia University, Catanzaro, Italy


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La sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovary syndrome, PCOS) è una frequente endocrinopatia femminile, che colpisce il 5-10% delle donne in età fertile, ovvero all’incirca 1 su 15 donne in età fertile, per un totale di 450 milioni di donne in tutto il mondo. Tradizionalmente considerata per i disordini della sfera riproduttiva (anovulazione cronica, iperandrogenismo, ovaia policistiche), è ormai noto che la PCOS non rappresenta soltanto la prima causa di infertilità femminile ma debba essere considerata come una sindrome “a più facce”, con importanti alterazioni metaboliche e cardiovascolari. Molte donne con PCOS presentano infatti obesità viscerale con un grado di insulino-resistenza periferica simile a quello delle donne con diabete mellito tipo 2, associati ad un’elevata incidenza di ridotta tolleranza al glucosio. Ai disordini metabolici sono spesso associati diversi fattori di rischio cardiovascolare tra cui l’ipertensione, la dislipidemia, la disfunzione endoteliale, un basso grado di infiammazione cronica, presenti anche nelle giovani pazienti affette da questa sindrome. I meccanismi patogenetici di tali alterazioni non sono stati ancora perfettamente chiariti ma l’insulino-resistenza sembra giocare un sottile ruolo chiave nel loro sviluppo, collegando tra loro l’ipertensione, l’intolleranza al glucosio, l’obesità, le dislipidemie e la malattia coronarica. Infine, mentre la predisposizione alle malattie metaboliche come il diabete mellito è ben documentata, sono necessari ulteriori e più estesi studi a lungo termine per definire la reale incidenza del rischio e della malattia cardiovascolare tra le donne con PCOS.

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