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Minerva Ginecologica 2001 April;53(2):77-86

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Influenza dei parametri antropometrici sulla densità ossea (Correlazioni con età e sesso)

Savoca S., Pignatello R., Nardo L. G., D’Agosta S., Messina K., Rosano T.


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Obiettivo. Scopo dello studio è di esaminare le possibili correlazioni esistenti tra lo stato minerale osseo, calcolato come densità minerale ossea (BMD), con alcune variabili antropometriche (altezza, peso e indice di massa corporea) età e sesso.
Metodi. Lo studio è stato condotto su 2839 soggetti, di cui 2679 donne e 160 uomini, afferiti presso l'Unità di Fisiopatologia del Climaterio del Servizio di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell'Università di Catania, dal Gennaio 1997 al Marzo 2000. I soggetti inclusi nello studio sono stati reclutati senza alcun criterio di selezione, ad eccezione dell'età (oltre i 18 anni). L'età media dei pazienti uomini era di 63,2±11 (range: 26-86 anni), quella delle pazienti donne di 58,9±16,1 (range: 20-95 anni).
La valutazione dello stato minerale osseo è stata condotta mediante MOC con metodo DEXA (TurboScan p-DXA, NIM, Verona) valutando i valori di BMD ultradistale (UD) e mediodistale (MD). Il grado di rischio di andare incontro ad osteoporosi o a fratture ossee nei diversi gruppi di pazienti, suddivisi in funzione dell'età o dell'indice di massa corporea (BMI), è stato valutato mediante analisi statistica delle differenze, utilizzando il t-test di Student non accoppiato e l'analisi della varianza (ANOVA), al fine di evidenziare il carattere predittivo di tali condizioni.
Risultati. I risultati di questo studio hanno confermato la forte correlazione esistente tra i valori di BMD, misurati mediante indagine MOC, il sesso, l'età e la costituzione fisica di pazienti sani.
Conclusioni. Appare evidente l'importanza di integrare l'analisi MOC con altre indagini diagnostiche, strumentali e di laboratorio, non solamente nei soggetti con una costituzione fisica inferiore ai valori normali (sottopeso), ma anche nei pazienti normopeso, ma che presentino valori di BMD inferiori alla norma, allo scopo di poter avviare adeguati trattamenti terapeutici.

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