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REVIEW   

Minerva Endocrinologica 2012 December;37(4):367-77

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Cosa può dire la diagnostica per immagini sui tumori neuroendocrini? Domande e risposte

Cuccurullo V. 1, Faggiano A. 2, Scialpi M. 3, Cascini G. L. 4, Piunno A. 2, Catalano O. 5, Colao A. 2, Mansi L. 1

1 Department of Nuclear Medicine, Seconda Università degli Studi, Naples, Italy; 2 Department of Endocrinology and Molecular Clinical Oncology, Federico II University, Naples, Italy; 3 Department of Surgical, Radiological and Odontostomatological Sciences, Perugia University, S. Maria della Misericordia Hospital, S. Andrea delle Fratte, Perugia, Italy; 4 Department of Nuclear Medicine, “Magna Graecia” University, Catanzaro, Italy; 5 Radiodiagnostic Operative Unit, Istituto Nazionale Tumori, Fondazione G. Pascale, Naples, Italy


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I tumori neuroendocrini (NET) dell’area gastro-entero-pancreatica (GEP) rappresentano un gruppo di neoplasie eterogeneo sul piano istologico, clinico-laboratoristico (forme funzionanti e non-funzionanti) e terapeutico. Si tratta di una problematica sempre più frequente per il diagnosta per immagini, sia esso radiologo che medico nucleare. L’imaging svolge un ruolo chiave nell’inquadramento diagnostico (insieme alla biopsia), nella stadiazione (compresi grading e formulazione prognostica), nella valutazione della risposta terapeutica, e nel follow-up dei NET-GEP. Tomografia computerizzata (TC) multistrato, octreoscan e PET-TC sono le metodiche di impiego più largo e di maggior accuratezza diagnostica in questo campo. Altre opzioni che possono svolgere un ruolo significativo sono la risonanza magnetica e l’ecoendoscopia.

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