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CASI CLINICI   

Minerva Chirurgica 2006 April;61(2):155-8

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Use of octreotide, a long-acting somatostatin analogue, in the treatment of chylothorax of idiopathic etiology

Chen-Scarabelli C., Amà R., Abboud J., Jabarren M., Saravolatz L., Scarabelli T. M.

1 Division of Cardiology VA Medical Center University of Michigan, Ann Arbor, MI, USA 2 Center for Heart and Vessel Preclinical Studies Division of Cardiology St. John Hospital and Medical CenterWayne State University, Detroit, MI, USA


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Descriviamo il caso di un paziente di sesso maschile di 30 anni, affetto da chilotorace idiopatico trattato con octreotide, un analogo della somatostatina a lunga durata d’azione. Il paziente presentava una massa sovraclavicolare sinistra e chilotorace, diagnosticato inizialmente con una toracentesi ambulatoriale; il paziente è stato sottoposto a esplorazione chirurgica diagnostica per accertare l’eziologia del versamento pleurico. Le biopsie eseguite sulla massa sovraclavicolare sinistra, sul tessuto linfatico e sui linfonodi hanno dato esito negativo per patologie tumorali. I livelli di trigliceridi nel liquido pleurico erano di 396 mg/dl, diagnostici di chilotorace. Il trattamento ha previsto la nutrizione parenterale totale (NPT) e una dieta nil per os (NPO). I successivi interventi chirurgici hanno compreso la decorticazione polmonare e il controllo “glue-mediated” del chilotorace, combinati con la NPT e una dieta a basso contenuto di grassi. Data la persistenza del chilotorace, è stato anche eseguito il legamento del dotto toracico e si è iniziato un trattamento con octreotide per via sottocutanea, che ha risolto il versamento pleurico entro 1 settimana dall’inizio del trattamento, senza provocare alcun effetto collaterale. Il paziente è completamente guarito e a distanza di 1 anno non si sono avute recidive. In conclusione, l’utilizzo dell’octreotide si è dimostrato un valido approccio, sicuro e non invasivo, per il trattamento del chilotorace e il suo uso nella pratica clinica può anche ridurre la necessità dell’intervento chirurgico.

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