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  TRAPIANTO DI FEGATO 

Minerva Chirurgica 2003 October;58(5):725-40

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Immunosuppression in liver transplantation

Everson G. T., Trotter J. F., Kugelmas M., Forman L.


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In questo articolo si analizzano le terapie immunosoppressive attualmente disponibili utilizzate per prevenire o trattare il rigetto del fegato trapiantato. I recenti farmaci immunosuppressori sono efficaci nella prevenzione e nella terapia del rigetto determinando una riduzione della mortalità. Ciononostante, si riscontrano effetti collaterali, normalmente dovuti al dosaggio correlati ai medicinali somministrati. L'immunosoppressione di mantenimento, basata essenzialmente sugli inibitori della calcineurina (Ciclosporina, CsA e Tacrolimo, Tac) viene normalmente modificata al fine di ridurre le complicazioni metaboliche della terapia. Le conseguenze tossiche degli steroidi possono essere ridotte escludendo dalla terapia gli steroidi senza rischio di un rigetto acuto o di un danno immunologico. Terapie a risparmio di calcineurina possono includere l'uso del mofetil-micofenolato o del sirolimo e permettono pertanto la riduzione del dosaggio e dei livelli ematici del CsA e del Tac. La recidiva dell'epatite C è universalmente riconosciuta dopo il trapianto epatico e la sua progressione è rapida se paragonata al decorso naturale in pazienti non immunocompromessi.
Sfortunatamente nessun farmaco immunosoppressivo sino ad ora ha dimostrato di modificare significativamente il decorso dell'epatite C in fase post-operatoria. La maggior parte dei Centri trattano l'insorgenza dell'epatite C con l'esclusione degli steroidi, con la riduzione degli immunosoppressori o con l'introduzione di una terapia antivirale. Costanti progressi nel campo della terapia immunosoppressiva e antivirale permetteranno di personalizzare le prescrizioni ed il dosaggio degli immonusoppressori con possibili benefici per i trapiantati.

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