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Minerva Chirurgica 2002 October;57(5):587-96

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il ruolo dell’apoptosi nel rigetto del trapianto epatico

Bertolaccini L., Olivero G.


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Nel 1965 Kerr descrisse un tipo di morte con caratteristiche diverse da quelle della necrosi, l'apoptosi. L'apoptosi ha un ruolo importante nello sviluppo e nell'omeostasi delle popolazioni cellulari. L'eccessiva o l'insufficiente apoptosi contribuiscono alla patogenesi di un'ampia varietà di patologie dall'ischemia, alla neurodegenerazione, all'autoimmunità, alle infezioni virali ed alla crescita e regressione dei tumori. L'apoptosi è suddivisibile in quattro fasi sequenziali: ordine di morte; morte della cellula; fagocitosi dei corpi apoptotici; degradazione dei corpuscoli apoptotici. I programmi di morte convergono sull'attivazione sequenziale di una famiglia di proteasi, le caspasi. Alcuni aspetti del rigetto dei trapianti possono essere interpretati come fallimento dell'apoptosi nelle cellule immunitarie dell'ospite, mentre altre volte il rigetto stesso coinvolge l'induzione dell'apoptosi. Sono state riscontrate lesioni di tipo apoptotico nelle occlusioni vascolari precoci, una delle cause di fallimento del trapianto. Quindi, il riscontro di un'aumentata apoptosi nelle biopsie del fegato trapiantato potrebbe essere utilizzato come indice di occlusione vascolare precoce. Anche nel trapianto epatico il processo apoptotico è seguito da una cascata di eventi proteolitici, comportanti l'attivazione sequenziale delle caspasi. Gli inibitori sintetici delle caspasi possono essere utilizzati nella prevenzione e/o nel trattamento di patologie implicanti i fenomeni apoptotici scatenati dall'ischemia-riperfusione. Tali inibitori non sono, tuttavia, sufficienti a prevenire le lesioni epatiche, anche se l'inibizione delle caspasi potrebbe rappresentare una strategia nel trattamento del rigetto nel trapianto epatico.

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