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ARTICOLI ORIGINALI   

Minerva Chirurgica 2000 March;55(3):147-52

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il piede diabetico visto dal chirurgo (Esperienza personale)

Cavallini M., Murante G., Caterino S., Volpini M., Montesi M., Fallucca F.


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Obiettivo. Con l'intento di individuare per i pazienti diabetici un criterio indicativo del rischio di amputazione maggiore di un arto gli Autori hanno esaminato i dati clinici di pazienti diabetici con lesione trofica del piede.
Metodi. Lo studio di tipo retrospettivo riguardava 100 pazienti (65 uomini e 35 donne) esaminati nel periodo gennaio 1992 - dicembre 1997 con lesione trofica del piede. Dei pazienti presi in esame, in 26 casi l'ulcera era bilaterale per cui oggetto dello studio sono stati 126 arti. In 69 casi (55%) è stata individuata una condizione di insufficienza arteriosa che in 44 casi ha richiesto, come prima soluzione terapeutica, un intervento chirurgico di rivascolarizzazione (37 arti), l'impianto di un pacemaker midollare (PMM) (3 arti) o l'amputazione maggiore (4 arti). Sulla base della cassificazione di Wagner sono state individuate 42 ulcere grado 2° (33%), 38 grado 3° (30%), 43 grado 4° (34%) e 3 grado 5° (3%).
Risultati. La mortalità operatoria è stata di un paziente dopo impianto di PMM. 53 ulcere neuropatiche (in 4 casi le lesioni trofiche non erano ancora guarite al follow-up) sono guarite dopo una media (±DS) di 5,2±3,8 mesi mentre 59 ulcere vascolari (4 pazienti sono deceduti prima della riparazione dell'ulcera e 6 arti, 8,7%, hanno subito una amputazione maggiore) sono guarite dopo una media di 6,3±4,1 mesi. Amputazioni minori dell'avampiede sono state eseguite in 23 casi (33%) di ulcera vascolare ed in 10 casi (17%) di ulcera neuropatica.
Conclusioni. L'arteriopatia ostruttiva rappresenta il principale fattore di rischio per l'amputazione degli arti inferiori nel paziente diabetico. Riteniamo necessario il potenziamento delle attuali possibilità di filtro del paziente arteriopatico sul territorio attraverso la formazione di podologi con una capacità diagnostica vascolare sia clinica che strumentale.

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