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REVIEW   

Minerva Cardioangiologica 2013 December;61(6):691-700

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Sistemi di assistenza ventricolare

Tarantini G. 1, Fraccaro C. 1, Napodano M. 1, Buja P. 1, Tarzia V. 2, Isabella G. 1, Gerosa G. 2, Iliceto S. 1

1 Department of Cardiac, Thoracic and Vascular Sciences, Cardiology Clinic, University of Padua, Padua, Italy; 2 Unit of Cardiac Surgery, Department of Cardiac, Thoracic and Vascular Sciences, University of Padua, Padua, Italy


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Nonostante negli ultimi vent’anni siano stati fatti grandi passi avanti nel trattamento dello scompenso cardiaco con miglioramenti della sua storia naturale, questa condizione clinica continua a rappresentare ancor oggi la principale causa di morbidità e mortalità. Anche se la disponibilità di donatori per il trapianto si è ridotta nel corso degli ultimi anni, le innovazioni tecnologiche nel campo dei sistemi di assistenza ventricolare (VAD) hanno fornito un’opzione terapeutica alternativa per i pazienti con scompenso cardiaco in stadio avanzato. Introdotti come opzione meccanica “bridge” per supportare pazienti estremamente critici in attesa di trapianto cardiaco, i sistemi VAD sono stati sempre più utilizzati come “destination therapy” per fornire un supporto a lungo termine. Con il progresso tecnologico che ha permesso di migliorare l’affidabilità meccanica, ridurre la morbilità post-operatoria e aumentare di conseguenza la probabilità di accettazione da parte del paziente, c’è un interesse ad espandere l’applicabilità dei sistemi VAD appunto come “destination therapy”, al di là dell’attuale indicazione, in pazienti gravemente malati che non siano candidabili al trapianto. Questa Review prende in esame il razionale, nonché i dettagli tecnici delle diverse generazioni di VAD per il supporto meccanico cardiaco, impiantati sia chirurgicamente che per via percutanea. Questi dispositivi sono attualmente a vari stadi di sviluppo e di ricerca clinica. Uno o più di questi dispositivi più recenti è probabile che emergono come una importante evoluzione nel trattamento dei pazienti con insufficienza cardiaca avanzata.

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