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REVIEW   

Minerva Cardioangiologica 2012 April;60(2):167-74

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Shock cardiogeno: gestione dello shock nell’infarto del ventricolo sinistro

Ruiz Bailén M. 1, 2, Ruiz García M. I. 2, Ferrezuelo Mata A. 2, Quirós Barrera R. 2

1 Department of Health Science, Jaén University, Jaén, Spain; 2 Intensive Care Unit, Critical Care and Emergency Department, Medical and Surgical Hospital, Jaén University, Jaén, Spain


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L’infarto del ventricolo destro rappresenta una causa non rara di shock cardiogeno, la cui frequenza varie e potrebbe essere sottostimata. Benché il trattamento del ventricolo sinistro sia ben definito, sull’infarto del ventricolo esistono tuttavia pochi studi e poco convincenti per poter definire delle linee guida. È stato chiarito che il trattamento sia simile a quello del ventricolo sinistro, benché esistano alcune differenze. L’asse del trattamento terapeutico, così come avviene per l’infarto del ventricolo sinistro, è basato sulla riperfusione immediata del miocardio, principalmente tramite intervento coronarico percutaneo. La trombolisi rappresenta una possibilità, specialmente in seguito ad aumento della pressione arteriosa sistemica causato dalla somministrazione di farmaci vaso-attivi quale la norepinefrina. È utile l’ottimizzazione del precarico attraverso la somministrazione di liquidi durante la rianimazione dalla shock, ma essa deve essere effettuata con cautela. L’utilizzo di levosimendano potrebbe rivelarsi benefico. Sulla modulazione neuro-ormonale della risposta infiammatoria sistemica prodotta in risposta allo shock cardiogeno, rimane controverso l’utilizzo degli ACE inibitori e dei beta-bloccanti.

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