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REVIEW   

Minerva Cardioangiologica 2009 October;57(5):621-8

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Rimodellamento vascolare in seguito all’impianto di stent coronarici

Vorpahl M. 1, Virmani R. 1, Ladich E. 1, Finn A. V. 2

1 CVPath Institute, Inc., Gaithersburg, MD, USA; 2 Emory University, Atlanta, GA, USA


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Gli stent medicati (drug eluting stents, DES) hanno ridotto in maniera significativa la ri-stenosi, se confrontati agli stent metallici semplici (bare metal stents, BMS) e sono considerati la cura standard nel trattamento della patologia coronarica sintomatica. Tuttavia, la trombosi intra-stent tardiva rappresenta uno dei principali problemi nell’utilizzo di DES di prima generazione. Studi patologici su pazienti deceduti a causa di un evento di trombosi intra-stent tardiva (DES di prima generazione che rilasciano sirolimo o paclitaxele) hanno mostrato che i DES sono associati a una guarigione ritardata caratterizzata da una ridotta endotelizzazione della struttura dello stent e da un’eccessiva persistenza di fibrina, se confrontai agli stent BMS. Ulteriori fattori di rischio per l’insorgenza di trombosi tardiva da stent comprendono lesioni lunghe, il coinvolgimento del tronco comune dell’arteria coronarica sinistra, l’impianto di stent a livello della biforcazione, la rottura di placche, e reazioni di ipersensibilizzazione. Attualmente, sono in fase di sviluppo i DES di nuova generazione, al fine di ottimizzare le tre principali componenti dei DES: la piattaforma dello stent, il rivestimento polimerico e il farmaco. Le nuove tecnologie comprendono polimeri e stent biodegradabili, e approcci basati sul rilascio di farmaci senza polimero o sull’utilizzo di fattori che favoriscono la guarigione. Sono, tuttavia, necessarie ulteriori analisi e valutazioni precliniche basate su vasti trial clinici, al fine di determinare la sicurezza e l’efficacia dei future DES nella pratica clinica.

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