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REVIEW  CELLULE STAMINALI CARDIACHE: QUALE IL FUTURO 

Minerva Cardioangiologica 2009 April;57(2):249-67

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Potenzialità terapeutiche delle cellule staminali nelle patologie cardiache

Strauer B. E., Schannwell C. M., Brehm M.

Department of Cardiology, Pneumology and Vascular Medicine Heinrich-Heine-University, Düsseldorf, Germany


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La sindrome coronarica e l’insufficienza cardiaca cronica sono comuni e hanno una frequenza crescente. Benché la terapia interventistica e farmacologica convenzionale possano ritardare il rimodellamento ventricolare, non è disponibile alcun regime terapeutico di base per prevenire o persino revertire questo processo. La sindrome coronaria cronica e l’insufficienza cardiaca danneggiano la qualità della vita e sono associate al conseguente peggioramento della funzione di pompa cardiaca. Numerosi studi negli ultimi anni hanno dimostrato che la terapia intracoronarica con cellule staminali deve essere considerata come una procedura terapeutica sicura nella patologia cardiaca, quando debba essere rigenerato il muscolo cardiaco distrutto e/o compromesso. Questo tipo di terapia cellulare con cellule autologhe da midollo osseo è completamente giustificato eticamente, eccetto che per il limitato numero di pazienti con una patologia diretta o indiretta del midollo osseo (per esempio mieloma, o infiltrazione leucemica), in cui potrebbero essere presenti lesioni delle cellule mononucleate. Diversi trial preclinici e clinici hanno dimostrato che il trapianto di cellule autologhe da midollo osseo o di cellule precursori ha migliorato la funzionalità cardiaca dopo infarto del miocardio e nella sindrome coronaria cronica. L’età dell’infarto sembra essere irrilevante ai fini del potenziale rigenerativo delle cellule staminali, dal momento che la terapia con cellule staminali in vecchi infarti (vecchi di diversi anni) è quasi ugualmente efficace in confronto agli infarti precedenti. Ulteriori indicazioni sono la cardiomiopatia non-ischemica (cardiomiopatia dilatativa) e lo scompenso cardiaco dovuto a patologia cardiaca ipertensiva.

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