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REVIEW   

Minerva Cardioangiologica 2007 October;55(5):579-92

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Rivascolarizzazione nel paziente ad alto rischio: malattia multivasale

Onuma Y., Daemen J., Kukreja N., Serruys P.

Thoraxcenter, Erasmus Medical Center Rotterdam, The Netherlands


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L’obiettivo di questo articolo è quello di presentare una revisione critica del trattamento dei pazienti con cardiopatia ischemica multivasale. L’angioplastica coronarica percutanea (percutaneous coronary intervention, PCI) è in competizione con il bypass arterioso coronarico (coronary artery bypass grafting, CABG) per il ruolo di gold standard nel trattamento dei pazienti con coronaropatia multivasale. Tuttavia, l’applicazione della PCI a questi pazienti è stata principalmente limitata dal fenomeno della ristenosi. Fino alla fine degli anni ’90, numerosi studi randomizzati su larga scala hanno confrontato il CABG con la PCI mediante pallone o stent convenzionali. Questi studi hanno dimostrato simili tassi di mortalità ed infarto miocardico in entrambi i gruppi, ma con una ridotta necessità di rivascolarizzazione nel gruppo CABG. Da recenti acquisizioni è emerso che gli stent a rilascio di farmaci (drug eluting stents, DES) hanno drammaticamente ridotto la ristenosi e la necessità di ripetuta rivascolarizzazione. Anche la tecnica del CABG è migliorata, in particolare nella gestione perioperatoria, con un più alto tasso di grafting arterioso e con migliori tecniche di opzioni mini-invasive e intervento off-pump. Pertanto, i risultati degli studi pre-DES non possono essere più sostanzialmente estrapolati al mondo reale di oggi. Nell’attesa di adeguati studi randomizzati, numerosi trial hanno tuttavia già confrontato la PCI con DES con il CABG tradizionale, ma i risultati non sono conclusivi. Numerosi studi randomizzati mirati sono in corso per il confronto fra PCI con DES e CABG al loro stato attuale. Fino alla disponibilità dei risultati di questi studi, la scelta della strategia da adottare per ciascun paziente dovrebbe essere fatta in base alle sue caratteristiche individuali di rischio ed anatomiche.

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