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REVIEW   

Minerva Cardioangiologica 2005 December;53(6):523-36

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Importance of myocardial damage in acute decompensated heart failure: changing the paradigm from a passive to an active process

Perna E. R., Címbaro Canella J. P., Macin S. M.


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Lo scompenso cardiaco acuto è un evento ad alta prevalenza, con elevata morbidità e mortalità a breve e lungo termine. Il deterioramento clinico viene scatenato da molti fattori che potrebbero promuovere un danno miocardico minore e i principali strumenti diagnostici sono rappresentati dalla troponina T e I. L'obiettivo di questo articolo è di rivedere le conoscenze attuali sulla prevalenza e il ruolo prognostico del danno miocardico minore nello scompenso cardiaco acuto. In circa la metà dei pazienti ricoverati per scompenso cardiaco acuto sono stati evidenziati livelli elevati delle troponine, e questi erano associati ad una maggiore incidenza intraospedaliera di scompenso cardiaco refrattario e di morte, così come con un decorso sfavorevole a lungo termine. Inoltre, il danno miocardico minore si è dimostrato essere un marcatore prognostico indipendente degli eventi. La disponibilità di marcatori per il danno miocardico minore ha cambiato la stratificazione del rischio nello scompenso cardiaco acuto. Tra gli approcci emergenti che applicano questa visione, vi è l'uso combinato con il peptide natriuretico quale marcatore di sovraccarico ventricolare, che ha migliorato la stratificazione del rischio. Il concetto che un processo attivo, primario o secondario, abbia un'implicazione prognostica durante uno scompenso cardiaco acuto dovrebbe essere incorporato nella pratica clinica.

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