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REVIEW  FIBRILLAZIONE ATRIALE 

Minerva Cardioangiologica 2004 April;52(2):73-80

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Cardioversione elettrica esofagea della fibrillazione atriale

Santini L., Forleo G. B., Santini M., Romeo F.


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La fibrillazione atriale rappresenta l'aritmia cardiaca di più frequente riscontro nella pratica clinica e costituisce la principale causa di ospedalizzazione per motivi cardiologici. Nei pazienti con fibrillazione atriale persistente è noto che la cardioversione elettrica transtoracica rappresenta l'approccio di prima scelta per il ripristino del ritmo sinusale. Tale metodica presenta tuttavia alcuni limiti e deve essere necessariamente eseguita in anestesia generale, creando, in questo modo, delle problematiche clinico-organizzative non trascurabili. La cardioversione esofagea rappresenta una valida alternativa per il ripristino del ritmo sinusale e consente di ovviare ad alcuni dei limiti della cardioversione elettrica transtoracica. Rispetto alla cardioversione esterna è richiesta una minore energia di scarica per cui, per una procedura ben tollerata, è sufficiente una blanda sedazione del paziente. Altri vantaggi sono rappresentati dalla maggior sicurezza di impiego nei pazienti portatori di pacemaker o defibrillatori e dalla pronta disponibilità della stimolazione atriale transesofagea di back-up.
La cardioversione esofagea non è una nuova tecnica. A partire dagli anni '60, infatti, in letteratura sono stati compiuti molti studi sugli animali e sugli esseri umani che hanno valutato fattibilità, efficacia e sicurezza di tale tecnica.
La cardioversione esofagea si presta in maniera particolare a essere eseguita in regime ambulatoriale e, per le caratteristiche di efficacia, sicurezza, tollerabilità e semplicità di esecuzione, potrebbe rappresentare una valida alternativa alla cardioversione transtoracica con un rapporto costo-beneficio decisamente favorevole.

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