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Minerva Cardioangiologica 2003 February;51(1):49-54

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il verapamile nella cardioversione della fibrillazione atriale. Studio clinico

Martinelli M. M., Dragagna G., Vitali A., Fedele F.


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Obiettivo. Periodi prolungati di FA o di pacing atriale ad alta frequenza inducono un accorciamento significativo dei periodi refrattari atriali. Tale rimodellamento elettrico, tempodipendente, è ridotto in modo significativo dalla somministrazione di verapamile.
Metodi. Fanno parte della presente casistica 24 pazienti tutti affetti da fibrillazione atriale (33% FA acuta 66,6% FA cronica ricorrente) e ricoverati nella nostra Divisione di Cardiologia dell'Università degli Studi di Roma. Al gruppo G1 (13 pazienti) è stato somministrato verapamile per via endovenosa (50 mg in 500 cc di soluzione salina a 40 ml/l). Al gruppo G2 (11 pazienti) è stato somministrato amiodarone per via endovenosa (300 mg in bolo seguiti da infusione di 900 mg in 500 cc di soluzione glucosata al 5%, 33 ml/l per 6 ore e successivamente 18 ml/l. A tutti i pazienti è stata contemporaneamente somministrata eparina non frazionata per via endovenosa.
Risultati. Nessuna differenza statisticamente significativa abbiamo potuto riscontrare nella percentuale di riconversione farmacologica a ritmo sinusale tra i 2 gruppi: G1=61% vs G2=54% (ns=0,94). I pazienti non cardiovertiti farmacologicamente sono stati convertiti elettricamente (DC shock esterno).
Conclusioni. Pur in questa piccola popolazione di pazienti il verapamile ha dimostrato un effetto antiaritmico pari a quello di un trattamento antiaritmico standard con amiodarone. Tale potenzialità antiaritmica del verapamile dovrebbe essere dimostrata con uno studio randomizzato e più ampio.

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