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  CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA 

Minerva Cardioangiologica 2002 October;50(5):517-30

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Contemporary antithrombotic strategies in patients undergoing coronary stent implantation

Bartorelli A. L., Trabattoni D.


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L'utilizzo degli stent nel corso degli interventi d'angioplastica coronarica è andato aumentando in modo esponenziale da quando, circa 10 anni orsono, essi furono introdotti nella pratica clinica. Nel periodo iniziale, nonostante terapie anticoagulanti particolarmente aggressive, la loro applicazione clinica fu funestata da un'elevata incidenza di trombosi subacuta. La progressiva riduzione di questa grave complicanza ha rappresentato uno dei fattori che hanno concorso a decretare il definitivo successo e ad estendere l'utilizzo di questa tecnica di rivascolarizzazione miocardica. Questo risultato è stato ottenuto grazie al miglioramento delle tecniche d'impianto, alla somministrazione di farmaci dotati di più efficace azione antiaggregante e all'evoluzione tecnologica degli stent. Ciò nonostante, l'incidenza di trombosi potrebbe nuovamente aumentare proprio a causa dell'introduzione di nuove tecnologie, volte ad ampliare ulteriormente l'applicazione degli stent al trattamento di lesioni anatomiche più complesse e a ridurre la proliferazione neointimale che rappresenta la causa principale di restenosi. Interferendo con la proliferazione cellulare e con i fenomeni di riendotelizzazione, la brachiterapia intracoronarica e gli stent a rilascio di farmaci hanno, infatti, dimostrato di ridurre l'incidenza di restenosi, ma possono al contempo aumentare il rischio di trombosi dello stent. Per evitare una recrudescenza di questa grave complicanza, sarà pertanto necessario proseguire ricerche, sia di base sia cliniche, sui vari aspetti connessi all'emocompatibilità di queste nuove tecnologie e sul perfezionamento delle tecniche d'impianto e delle strategie antitrombotiche.

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