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Minerva Cardioangiologica 2001 October;49(5):289-96

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Variazione circadiana dell’insorgenza dell’infarto miocardico acuto

Trappolini M., Matteoli S., Borgia M. C., Rinaldi R., Chillotti F. M., Trappolini F., Del Vecchio R. L., Puletti M.


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Obiettivo. Numerosi studi hanno dimostrato un ritmo circadiano dell'insorgenza dell'infarto acuto del miocardio (IMA), con un'incidenza massima al mattino. È stato anche osservato che tale andamento differisce in alcuni sottogruppi di pazienti.
Scopo di questo studio è stato quello di verificare, in un gruppo di pazienti ricoverati consecutivamente per IMA in UTIC, l'esistenza di un ritmo circadiano dell'esordio, i fattori che ne influenzano la sua variabilità nelle ore della giornata e la prognosi intraospedaliera.
Metodi. Sono state riesaminate le cartelle cliniche di 597 pazienti. In ciascun paziente oltre all'ora dell'esordio dell'IMA è stato considerato il sesso, l'età, i fattori di rischio coronarici, i precedenti ischemici, nonché la sede, il tipo di IMA (Q, non-Q) e la prognosi intraospedaliera. Sono stati inclusi nello studio 548 pazienti, di cui 442 uomini (80,6%) e 106 donne (19,4%); età media 64,5 anni.
La maggiore incidenza dell'IMA si è verificata tra le ore 06:01 e le 12:00 (32,4%; p<0,0002). Una variabilità circadiana è stata osservata anche nei pazienti con età >=65 anni (33,2%; p<0,005), non in quelli con età <65 anni; negli uomini (32,5%; p<0,0002) e non nelle donne; sia nei fumatori (32,1%; p<0,0005) che nei non fumatori (33,0%; p<0,04); sia nei pazienti con ipercolesterolemia (34,9%; p<0,006 ) che in quelli senza ipercolesterolemia (31,1%; p<0,03). Il ritmo circadiano è risultato invece assente nei pazienti diabetici, negli ipertesi e in quelli con precedenti ischemici. Anche i pazienti con IMA in sede inferiore presentavano, a differenza di quelli con sede anteriore e quelli con IMA non-Q, un'incidenza massima tra le ore 06:01 e le 12:00 (36,2%; p<0,002).
Durante il ricovero ospedaliero infine, si sono verificati 83 decessi (15,1%), la maggiore incidenza dei quali (22,3%) si è verificata nei pazienti con IMA insorto nelle ore notturne.
I risultati ottenuti hanno offerto ulteriori spunti di riflessione sui fattori esogeni ed endogeni che, particolarmente attivi al mattino, agirebbero come trigger dell'IMA.

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