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Minerva Cardioangiologica 2001 August;49(4):257-62

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Importanza delle varianti anatomiche della giunzione safeno-femorale nella chirurgia delle varici degli arti inferiori

Orsini A., Molfetta S., Pagani C.


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Obiettivo. Nella strategia chirurgica delle varici degli arti inferiori uno degli obiettivi fondamentali da imporsi è quello di prevenire le recidive. A tale scopo gli Autori, da una disamina della Letteratura internazionale sulle cause più frequenti di recidive, sottolineano l'importanza della diagnosi errata, dell'evoluzione naturale della malattia varicosa e del trattamento chirurgico non corretto.
Metodi. Riportano la loro esperienza sulle varianti anatomiche della giunzione safeno-femorale controllata al tavolo operatorio su 532 pazienti consecutivi operati per varici degli arti inferiori. Dei 532 pazieni 449 (84,4%) erano femmine ed 83 (15,6%) maschi con età media 49±26 anni, tutti con vene varicose derivanti da incontinenza della giunzione safeno-femorale classificabili secondo la CEAP (C2-3-4/Ep/As2-3/Pr). Di questi pazienti 430 (80,8%) sono stati sottoposti ad intervento di stripping lungo della safena interna; 65 (12,3%) ad intervento di stripping corto della safena e 37 (6,9%) a crossectomia interna semplice.
Risultati. Sono state esaminate tutte le collaterali della giunzione safeno-femorale e sono state rilevate 135 varianti (25,2%) importanti per il chirurgo, e tra queste sono stati individuati alcuni sbocchi sottostiali (circa 4%) che risultano particolarmente insidiose e causa di sicura recidiva se misconosciute.
Conclusioni. Lo scopo del lavoro è quello di sottolineare l'importanza della conoscenza della variabilità della giunzione safeno-femorale che frequentemente è causa di recidiva dopo trattamento chirurgico.

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