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Minerva Cardioangiologica 2001 June;49(3):165-8

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Anomalie coronariche e coronaropatia: esiste una relazione?

Rigatelli Gl., Gemelli M., Franco G., Bolomini L., Docali G., Rigatelli G.


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Obiettivo. La teoria che l'aterosclerosi coronarica possa essere accelerata dal flusso ematico turbolento legato alle anomalie coronariche rimane controversa. Abbiamo indagato le correlazioni tra anomalie coronariche e malattia coronarica in una popolazione italiana.
Metodi. In uno studio prospettico in ambito ospedaliero dal gennaio 1996 al gennaio 1999 sono stati arruolati 25 pazienti (15 maschi e 10 femmine, età media 75±1,4 anni) riconosciuti affetti alla coronarografia da anomalie coronariche. Sono stati esclusi i decorsi anomali intramiocardici e tra aorta e polmonare. Tredici pazienti (gruppo 1) su 25 erano affetti da coronaropatia critica (>50% di riduzione del diametro luminale). Dodici pazienti su 25 non presentavano segni di coronaropatia alla coronarografia (gruppo 2). Nel follow-up clinico e strumentale (54±8,4 mesi) è stata valutata la comparsa di eventi cardiovascolari (infarto miocardio acuto, angina instabile, ischemia silente, intervento di bypass aorto-coronarico o PTCA, morte per evento cardiovascolare).
Risultati. I 2 gruppi erano confrontabili per età (66,2±7,8 anni vs 66,1±11 anni, p>0,05) e frazione d'eiezione (71,2±8,6% vs 68±12,8%, p>0,05). La presenza di fattori di rischio (fumo, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e diabete) era maggiore (p<0,04) nei coronaropatici. Durante il follow-up l'insorgenza di eventi cardiovascolari era significativamente maggiore nel gruppo 1 (11 pazienti vs 2). Una correlazione (r=0,70) è stata osservata unicamente tra la presenza di coronaropatia alla coronarografia e numero di eventi per paziente.
Conclusioni. Sembra essere confermata l'assenza di relazioni cliniche tra coronaropatia e presenza di anomalie coronariche. L'effettiva rilevanza delle anomalie coronariche nello sviluppo di flussi turbolenti predisponenti l'aterosclerosi coronarica necessita di ulteriori conferme scientifiche.

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