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Minerva Anestesiologica 2006 December;72(12):1001-5

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Rivascolarizzazione miocardica a cuore battente in un novantenne: gestione anestesiologica

Crivellari M., Landoni G., Bellotti F., Cedrati V., Scandroglio A. M., Boroli F., Gerli C., Zangrillo A.

Department of Cardiovascular Anesthesia Vita-Salute University IRCCS San Raffaele Hospital, Milan, Italy


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Descriviamo il caso clinico di un paziente di 90 anni, con un’anamnesi positiva per angina e per coronaropatia trivasale in terapia per ipertensione arteriosa ed insufficienza renale, che veniva ricoverato per intervento di bypass aorto coronarico in elezione. Dopo una premedicazione standard, l’induzione era ottenuta con fentanyl 5 µg kg-1, propofol 2 mg kg-1 e per facilitare l’intubazione endotracheale atracurium 0,5 mg kg-1. L’anestesia era mantenuta con propofol 2 mg kg-1 e boli refratti di fentanyl. Dopo il monitoraggio si procedeva quindi ad una sternotomia mediana e ad una rivascolarizzazione completa (4 vasi). Le anastomosi venivano confezionate con impiego di stabilizzatori e con il posizionamento di shunt. Durante l’intervento le perfusioni cerebrale e renale venivano mantenute rispettivamente con pressione arteriosa elevata (140/70 mmHg) e con somministrazione continua di fenoldopam (0,05 µg kg1 m-1). Non si sono verificati eventi patologici nella fase perioperatoria. I pazienti anziani sono esposti ad una maggiore mortalità e morbidità dopo un intervento di bypass aorto coronarico. La procedura può essere eseguita in sicurezza senza l’utilizzo del bypass cardio polmonare e prevenendo l’ipoperfusione cerebrale e renale.

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