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Minerva Anestesiologica 2005 October;71(10):565-84

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Tramadolo. Focus nel dolore muscoloscheletrico e neuropatico

Mattia C., Coluzzi F.

Department of Anaesthesiology Intensive Care Medicine and Pain Therapy University of Rome La Sapienza, Rome, Italy


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In questa review vengono analizzate, alla luce delle più recenti acquisizioni pubblicate a livello internazionale, le caratteristiche farmacologiche e le modalità d’uso di tramadolo, analgesico tra i più utilizzati a livello mondiale nella terapia del dolore, sia acuto che cronico, di intensità da moderata a grave.
Viene analizzata l’azione dei 2 enantiomeri costitutivi di tramadolo, che esplicano effetti farmacologici diversi, e del metabolita M1. L’attività complessiva di tramadolo deriva dall’insieme delle loro specifiche azioni.
I dati di cinetica indicano una biodisponibilità orale molto elevata e le formulazioni SR garantiscono, grazie a livelli ematici costanti, una copertura per tutto l’arco delle 24 h.
I dati riportati in letteratura indicano che tramadolo risulta efficace nel dolore artrosico, nel dolore neuropatico, con un valore di NNT di 3,4, e nel dolore misto nocicettivo-neuropatico, in particolare nel dolore persistente o cronico.
Mantiene, inoltre, un buon profilo di tollerabilità nel paziente anziano di età superiore a 80 anni e di buona efficacia analgesica nei trattamenti a lungo termine, con ridotte interazioni farmacologiche e scarsa tendenza alla stipsi, caratteristiche complessive che ne giustificano l’inserimento nelle più recenti linee-guida sul trattamento del dolore cronico.
Vengono, inoltre, riportati i dati di letteratura che indicano per tramadolo l’assenza di attività immunodepressiva, la scarsa tendenza a indurre tolleranza e il minimo rischio di dipendenza e abuso.

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