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REVIEW  III MEETING OF PAIN SECTION OF SIAARTI
INTERNATIONAL J. J. BONICA MEMORIAL
Capo Calavà (Messina), 20-23 Settembre 2004
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Minerva Anestesiologica 2005 September;71(9):555-60

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Central venous catheters. Observations on the implantation technique and its complications

Paoletti F., Ripani U., Antonelli M., Nicoletta G.

Pain therapy center Division of Anesthesia, Analgesia and Intensive Care Department of Clinical and Experimental Medicine University of Perugia, Perugia, Italy


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La crescente utilizzazione del cateterismo venoso centrale è legata alla necessità di trattare un numero sempre maggiore di pazienti sia ospedalizzati che non ospedalizzati.
Il progresso tecnologico ci ha fornito di dispositivi e materiali diversi per indicazioni specifiche.
Nella maggior parte dei casi il catetere venoso centrale viene posizionato attraverso puntura diretta di una vena centrale utilizzando il metodo di Seldinger. I vasi utilizzati per il cateterismo sono: la vena giugulare interna, la vena succlavia e la vena femorale. La scelta della vena da utilizzare è influenzata dall’esperienza dell’operatore e da fattori dipendenti dal paziente.
La vena giugulare interna per via posteriore o mediana e la vena succlavia per via sottoclaveare sono i siti più utilizzati nel cateterismo venoso centrale. Tuttavia, anche la vena femorale può essere considerata una risorsa quando le condizioni cliniche del paziente rendono problematico il posizionamento nei siti precedentemente descritti. Il posizionamento in vena giugulare interna è in genere gravato da un bassissimo rischio di pneumotorace e di altre complicanze potenzialmente pericolose per il paziente. La vena femorale è in genere gravata da una maggiore incidenza di trombosi e infezioni. La vena succlavia sebbene sia la più utilizzata è gravata da una maggiore incidenza di pneumotorace immediato o ritardato e di puntura arteriosa accidentale. Le complicanze immediate del cateterismo nell’uso centrale più frequenti sono la puntura arteriosa, il pneumotorace , le aritmie e il malposizionamento. Tra le complicanze tardive più frequenti ricordiamo le infezioni catetere correlate, la trombosi del catetere e del vaso.
L’utilizzo di una tecnica corretta unita all’esperienza dell’operatore e alla corretta gestione del dispositivo tende a minimizzare il rischio legato al cateterismo venoso centrale

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