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  SMART 2005 - Milano, 11-13 maggio 2005 Freefree

Minerva Anestesiologica 2005 June;71(6):291-6

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Thrombolytics in CPR. Current advantages in cardiopulmonary resuscitation

Spöhr F., Böttiger B. W.

Department of Anaesthesiology University of Heidelberg, Heidelberg, Germany


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L’arresto cardiaco ha una prognosi infausta. Oltre il 70% degli arresti cardiaci sono provocati da infarto acuto del miocardio o da una massiva embolia polmonare. In corso di rianimazione cardiopolmonare la trombolisi ha due effetti principali: primo, essa tratta causalmente la condizione che ha provocato l’arresto cardiaco e, secondo, ha dimostrato di avere effetti benefici sulla riperfusione del microcircolo cerebrale dopo l’arresto cardiaco. Tuttavia, questo trattamento è stato ampiamente rifiutato principalmente a causa del timore della comparsa di gravi complicanze emorragiche. Abbiamo rivisto gli studi attualmente disponibili sulla trombolisi eseguita in ambiente ospedaliero e al di fuori di esso in corso di rianimazione cardiopolmonare. La maggior parte degli studi ha evidenziato che la terapia trombolitica in corso di rianimazione cardiopolmonare migliora la possibilità di ripristino di una circolazione spontanea nei pazienti colpiti da arresto cardiaco e che essa può persino migliorare il decorso del paziente. Inoltre, le condizioni neurologiche dei pazienti sopravvissuti possono essere notevolmente migliorate dalla trombolisi. Sebbene la terapia trombolitica venga associata al rischio di comparsa di complicanze emorragiche, i dati attualmente disponibili non suggeriscono un aumento di queste complicanze se la trombolisi viene eseguita in corso di rianimazione cardiopolmonare. Recentemente è iniziato un ampio studio multicentrico randomizzato teso a valutare l’efficacia e la sicurezza della trombolisi in corso di rianimazione cardiopolmonare nella fase precedente il ricovero ospedaliero.

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