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Minerva Anestesiologica 2005 May;71(5):197-206

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Effetto di due diversi tipi di campo sterile e di medicazione sulla colonizzazione della cute al sito d’inserzione del catetere venoso centrale

Carrer S. 1, Bocchi A. 1, Bortolotti M. 1, Braga N. 2, Gilli G. 3, Candini M. 1, Tartari S. 1

1 Anesthesia and Resuscitation Unit San Luca Hospital, Trecenta, (Rovigo), Italy 2 Laboratory Medicine Unit San Luca Hospital, Trecenta (Rovigo), Italy 3 Health Physics Unit Arcispedale Sant’Anna, Ferrara, Italy


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Obiettivo. Lo scopo di questo studio prospettico, randomizzato e controllato è valutare l’effetto di 2 diversi tipi di campo sterile (massimale e minimo) e di 2 diversi tipi di medicazione (pellicole trasparenti in poliuretano e garze medicate) sulla colonizzazione della cute al sito d’inserzione e della punta del catetere venoso centrale (CVC). La colonizzazione della cute nel sito di inserzione (definita mediante colture cutanee quantitative eseguite al momento del posizionamento e dopo 2 e 5 giorni) è stata utilizzata come endpoint primario. La colonizzazione della punta del catetere è stata anche valutata mediante coltura qualitativa e la sepsi dei CVC è stata definita per mezzo dell’isolamento dello stesso organismo dalla punta del catetere e il sangue, con sepsi clinica e nessun’altra fonte apparente d’infezione.
Metodi. Sono stati studiati 82 pazienti consecutivi ricoverati presso un’UTI polivalente, età 72±12 anni, 58% di sesso maschile, SAPS II 42±13. Sono stati studiati 107 CVC (750 giorni catetere); la durata media della cateterizzazione era risultata di 6,69±4,7 giorni, con 5 casi di sepsi da CVC (6,6/1000 giorni di cateterizzazione).
Risultati. Dall’analisi della regressione logistica il sesso maschile ha comportato un rischio raddoppiato (OR 2,5) e il campo sterile minimo un rischio triplicato di colonizzazione della cute (OR 3,4); non si sono osservate differenze riguardo all’età, alle medicazioni e al gruppo diagnostico.
Conclusioni. Il campo sterile massimale è risultato una misura efficace. Tuttavia la realizzazione di esami seriati colturali di sorveglianza della cute ha evidenziato la natura comune e mutevole della colonizzazione microbica.

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