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EDITORIALE  SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004 Freefree

Minerva Anestesiologica 2004 April;70(4):131-6

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Donatore d’organo e politica sanitaria: l’anestesia e rianimazione

Tufano R., De Robertis E.

Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Anestesiologiche, Rianimatorie e dell’Emergenza, Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli


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La possibilità di trapianto d’organi e tessuti è finalmente una normale prassi chirurgica per chi non ha nessun’altra scelta di cura. Oggi obiettivo principale del Sistema Sanitario Nazionale è l’incremento delle attività di trapianto e per raggiungerlo è necessario sostenere e promuovere la donazione che attualmente rappresenta la principale fonte utilizzabile per soddisfare, almeno in parte, le necessità dei pazienti in lista di attesa.
In Italia molto è stato ed è quotidianamente fatto dalle Istituzioni e dagli operatori sanitari con risultati eccellenti sia in termini di numero delle donazioni sia di qualità dei trapianti. Ma non basta. Si osserva ancora una disomogeneità tra le diverse Regioni italiane, non solo in termini di donazioni, ma anche in termini di trapianti, e ciò non contribuisce certamente a garantire quella parità di accesso alle cure cui i pazienti hanno diritto. Proprio per risolvere queste problematiche il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 ha individuato tra i suoi obiettivi strategici una migliore utilizzazione degli organi disponibili e l’incremento dell’informazione ai cittadini. Bisogna che tutte le Istituzioni e tutti gli operatori coinvolti nel processo di donazione dedichino una continua attenzione alla problematica e siano sempre attive e propositive. Solo infatti mantenendo alto il livello di partecipazione dei coordinatori locali e degli anestesisti-rianimatori, figure centrali nel processo di donazione-prelievo-trapianto, e richiamando il singolo cittadino alla possibilità di un “atto d’amore”, frutto di una decisione maturata da una personale riflessione, si potrà offrire una possibilità di vita a tutti coloro per i quali ad oggi non vi sono altri trattamenti

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