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ANESTESIA  SMART 2003 - Milano, 28-30 maggio 2003 Freefree

Minerva Anestesiologica 2003 May;69(5):412-5

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Lowering cardiac risk by preoperative interventions

Metzler H.

Department of Anaesthesiology and Intensive Care Medicine, University of Graz, Graz, Austria


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L’infarto miocardico post-operatorio costituisce una delle più temibili complicanze, nelle prime 48 ore seguenti un intervento di chirurgia non cardiaca (NCS). Per ridurne l’incidenza, lo stato clinico del paziente dovrebbe essere attentamente valutato e ottimizzato, anche mediante il ricorso a bypass aorto-coronarico (BPAC), angioplastica percutanea (PTCA) da sola o associata a posizionamento di stent. Le indicazioni delle procedure citate, suggerite dall’ACC/AHA sono generalmente applicabili anche per il paziente sottoposto a NCS. Per procedure chirurgiche a rischio elevato, i pazienti con CAD severa possono trarre beneficio dalle procedure diagnostiche invasive e dal BPAC, mentre il vantaggio non è dimostrato per NCS a rischio basso o intermedio. La PTCA riduce il rischio esclusivamente se effettuata più di 90 giorni prima della NCS. Mentre la PTCA associata a stent, pur riducendo l’incidenza di re-stenosi coronarica, aumenta il rischio di sanguinamento, trombosi ed embolia distale, specialmente se non supportata da un’adeguata terapia farmacologica. Pertanto, lo stent posizionato prima di NCS non ne aumenta la sicurezza; inoltre, in caso di procedura urgente, il paziente con un stent posizionato recentemente, deve essere considerato ad alto rischio.

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