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Minerva Anestesiologica 2002 December;68(12):929-36

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Systemic capillary leak syndrome. Caso clinico

Sabbadini D. D. 1, Peressutti R. 1, Di Silvestre A. 1, Lucchese F. 1, Margarit O. 1, Macor D. 1, Petrei D. 1, Salino R. 1, Rossi P. 2, Schiavon I. 2, Giordano F. 1

1 Second Division of Anesthesia Resuscitation and Antalgic Therapy 2 Third Division of General Medicine Santa Maria della Misericordia Hospital Udine


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Riportiamo un caso di systemic capillary leak syndrome (SCLS) occorso alla nostra osservazione. Questa sindrome è una rara condizione caratterizzata da episodi ricorrenti di ipotensione, emoconcentrazione ed ipoproteinemia. La patogenesi è riconducibile a temporanea perdita di selettività capillare con conseguente passaggio di liquidi e proteine nello spazio interstiziale. Da ciò derivano edema generalizzato, shock ed insufficienza renale. Un paziente di sesso maschile di 56 anni è stato ammesso in rianimazione per inspiegabile shock, emoconcentrazione, insufficienza renale e acidosi metabolica dopo un trattamento in ambito medico con cristalloidi e dopamina risultati inutili. Nessun rilievo patologico era evidenziato alla TC addome, all’ecocardiografia transesofagea e alla radiografia del torace. Non erano stati rivelati segni o dati anamnestici suggestivi per sepsi o anafilassi. Sulla base di un monitoraggio emodinamico invasivo il paziente fu rianimato con infusioni massive e la somministrazione di noradrenalina. Un precedente episodio di shock severo, complicatosi con insufficienza renale e sindrome compartimentale, l’emoconcentrazione, la negatività delle indagini strumentali furono gli elementi cardine per la diagnosi; infine una gammopatia monoclonale tipo Ig G kappa confermò i sospetti. La SCLS dovrebbe essere sempre considerata nella diagnosi differenziale dello shock idiopatico ed anafilattico. I pazienti possono essere trattati in via profilattica con teofillina e terbutalina.

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