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Minerva Anestesiologica 2002 October;68(10):751-63

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Anestesia in Italia nel 2000: scienza ed abitudini di lavoro

Di Filippo A. 1, Giunta F. 2, Paolocchi A. 2, Bressan F. 1, Mastronardi P. 3

1 Department of Intensive Care, University of Florence, Florence, Italy 2 Chair of Anesthesiology and Resuscitation, University of Pisa, Pisa, Italy 3 Department of Surgical, Anesthesiological, Resuscitation and Emergency Sciences, University of Naples “Federico II”, Naples, Italy


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Obiettivo. Passare in rassegna le abitudini di lavoro degli anestesisti italiani.
Metodi. Abbiamo sottoposto a 1260 anestesisti italiani in 12 diverse sedi regionali un questionario strutturato volto a censire le loro abitudini di lavoro. Il campione era composto da anestesisti di età compresa fra i 26 ed i 63 anni con una anzianità di pratica anestesiologica compresa fra 1 e 35 anni. Riteniamo che il nostro campione rappresenti il 7-10% degli anestesisti italiani, riflettendo un numero globale di 600.000 procedure anestesiologiche effettuate nell’anno 2000. I risultati sono stati analizzati mediante un foglio di calcolo Excel e sono riportati come media delle percentuali di uso dichiarate nel caso dei farmaci e come percentuale delle risposte nel caso delle procedure e dei sistemi di monitoraggio utilizzati. Inoltre abbiamo diviso la nostra popolazione campione secondo due criteri: luogo principale di lavoro (sala operatoria di chirurgia generale, di chirurgia specialistica o terapia intensiva) ed anni di anzianità di pratica. I risultati sono stati incrociati all’interno e fra i sottogruppi.
Risultati. Il sondaggio ha dimostrato una pratica composita della anestesia in Italia. Le principali differenze sono fra i più giovani ed i più vecchi anestesisti e fra gli anestesisti che lavorano principalmente in terapia intensiva e quelli delle sale operatorie.
Conclusioni. La pratica anestesiologica italiana rimane una realtà altamente composita.

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