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Minerva Anestesiologica 2002 March;68(3):83-7

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Analgesia in travaglio di parto PCEA vs boli

De Eccher L., Martino C., Bacchilega I., Rainaldi M. P., Baroncini S.

Policlinico S. Orsola Malpighi - Bologna Dipartimento di Anestesia e Rianimazione Terapia Intensiva e Antalgica - U.O. Anestesia e Rianimazione Baroncini Azienda Ospedaliera di Bologna - Bologna Università degli Studi - Bologna *Scuola di Specialità in Anestesia e Rianimazione Policlinico S. Orsola Malpighi - Bologna


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Obiettivo. Scopo del nostro studio è stato di comparare efficacia ed effetti collaterali prodotti da due differenti tecniche di analgesia epidurale in travaglio di parto: boli intermittenti ed analgesia controllata dal paziente.
Metodi. Sono state arruolate nello studio 80 partorienti: 40 hanno ricevuto analgesia epidurale a boli intermittenti (primo bolo: 20 mg di ropivacaina 0,1% + 10 gamma di sufentanil¸ boli successivi: 10 mg di ropivacaina 0,1% durante le prime 4 ore, poi 10 mg di ropivacaina 0,1% + 2,5 gamma di sufentanil al bisogno), 40 partorienti hanno ricevuto PCEA (primo bolo: 20 mg ropivacaina 0,1% + 10 gamma di sufentanil, seguito poi da infusione continua mediante pompa programmata per rilasciare una soluzione di ropivacaina 0,1% + 0,25 gamma/ml di sufentanil alla velocità di 5 ml/h con possibilità di boli aggiuntivi da 5 ml gestiti dal paziente ed intervallo lock-out di 15 min). In entrambi i gruppi sono stati valutati il consumo totale di ropivacaina, intensità del dolore (VNS), durata del travaglio di parto, effetti collaterali, grado di soddisfazione.
Risultati. Non sono emerse differenze statisticamente significative tra le due differenti tecniche di analgesia epidurale.
Conclusioni. La metodica PCEA è una valida e sicura alternativa alla classica somministrazione a boli.

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