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ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA Free accessfree

Minerva Anestesiologica 2000 March;66(3):139-45

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Adattamento del SAPS II nella valutazione della gravità dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive italiane.

Sicignano A. 1, Giudici D. 2, on behalf of "ARCHIDIA"

1 Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedale Maggiore Policlinico, IRCCS - Milano; 2 Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedale S. Raffaele IRCCS - Milano


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Obiettivo. Valutare l’accuratezza del SAPS II nei pazienti ricoverati nelle Terapie Intensive Italiane e, se necessario, sviluppare un nuovo modello predittivo.
Metodi. Disegno dello studio: studio multicentrico osservazionale. Pazienti: tutti i pazienti ammessi consecutivamente in Terapia Intensiva dal 1 gennaio 1995 al 31 dicembre 1996 sono stati raccolti nel database di Archidia. Sono stati raccolti complessivamente 9185 pazienti in 24 Terapie Intensive. Sono stati analizzati, dopo l’applicazione dei criteri esclusione, 6794 pazienti, 3115 pazienti raccolti nel 1995 e 3679 raccolti nel 1996. Interventi: sono stati raccolti tutti i dati necessari al calcolo del SAPS II ed i principali dati demografici e clinici. Lo status dei pazienti è stato valutato alla dimissione dall’ospedale. Rilevamenti: la performance del SAPS II è stata valutata mediante tests di calibrazione e discriminazione. Nel caso in cui il modello standard non presentasse una soddisfacente affidabilità, si sarebbe calcolata una nuova equazione logistica utilizzando il database di Archidia.
Risultati. Il SAPS II ha dimostrato una buona discriminazione, ma una non soddisfacente calibrazione. Un nuovo Logit è stato calcolato sulla popolazione raccolta nel 1995 e successivamente è stato valutato sulla popolazione raccolta nel 1996. Entrambi i gruppi hanno dato ottimi risultati in termini di discriminazione e calibrazione.
Conclusioni. Il modello logistico da noi ricalcolato ha dimostrato di superare positivamente tutte le valutazioni effettuate. Noi proponiamo l’uso di tale modello per le future applicazioni nelle Terapie Intensive italiane.

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