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REVIEW  RIANIMAZIONE Freefree

Minerva Anestesiologica 2000 January-February;66(1-2):45-53

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

La defibrillazione ventricolare con onda bifasica. Una review

Di Massa A., Scardigli M., Bruni L., Valentino L.

From the Sezione Terapia del Dolore *Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche Istituto di Anestesiologia e Rianimazione Università degli Studi - Siena


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La fibrillazione ventricolare è la principale causa di morte cardiaca improvvisa. La defibrillazione elettrica è spesso l’unico trattamento efficace e parametri elettrici dell’onda di defibrillazione sono un fattore molto importante che condiziona il successo del trattamento. Attualmente l’onda monofasica è largamente impiegata in Europa e negli Stati Uniti, ma, di recente, la Food and Drug Administration ha autorizzato l’uso di un defibrillatore automatico esterno (AED) che produce shocks bifasici. In questa review discutiamo circa l’efficacia e la sicurezza dell’onda bifasica, esaminando vari studi condotti sull’uomo tra il 1982 e il 1999. I dati disponibili sono spesso incompleti, poco chiari, disomogenei e, di conseguenza, difficilmente confrontabili tra di loro. Inoltre, tra gli Autori, non c’e accordo sul significato di «sicurezza», «efficacia», «successo», «equivalenza» e «superiorità» dell’onda bifasica rispetto alla monofasica; comunque l’onda bifasica, che si avvale di livelli di energia più bassi, sembra ridurre i danni cardiaci post-defibrillazione. A causa della mancanza di studi omogenei non è possibile stabilire quale tipo di segnale sia più attendibile, anche se alcuni studi clinici e dati sperimentali sembrano attribuire all’onda bifasica una maggiore sicurezza ed efficacia terapeutica. L’esame della letteratura scientifica suggerisce l’utilità di ulteriori studi al fine di convalidare definitivamente l’uso dell’onda bifasica.

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