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Minerva Anestesiologica 1998 December;64(12):581-5

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Rottura iatrogena del bronco principale sinistro da intubazione tracheobronchiale

Dal Corso B. 1, Tanaskovic G. 1, Mastropasqua D. 1, Luzzani A. 2

1 Azienda Ospedaliera N. 20 - Verona, II Servizio Autonomo di Anestesia e Rianimazione; 2 Università degli Studi - Verona, Cattedra di Anestesia e Rianimazione II


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Una donna di 74 anni viene sottoposta ad intervento di toracotomia destra per l’asportazione di una neoformazione polmonare. Dopo l’induzione dell’anestesia generale si posiziona un tubo endobronchiale (TDL) sinistro n° 37 Bronchocath (Mallinkrodt). Il TDL si posiziona inizialmente nel bronco principale destro e si deve ritirarlo e riposizionarlo nel bronco principale sinistro. Non si ritiene necessario in questa fase servirsi di fibrobroncoscopio. Durante l’intervento chirurgico la riduzione del volume minuto espirato e l’evidenza di pneumomediastino impongono una tracheobroncoscopia. Questa permette la diagnosi di rottura rettilinea del bronco principale sinistro, che origina subito sotto la carena, a livello della pars membranacea e si estende fino all’origine del bronco lobare superiore.
Il TDL sinistro viene sostituito da analogo TDL destro e si procede a toracotomia sinistra d’urgenza e alla riparazione chirurgica della lesione. Il successivo decorso postoperatorio non presenta problemi degni di nota. La paziente non presentava nessuno dei fattori di rischio predisponenti alla rottura dell’albero tracheobronchiale, ad eccezione di una relativa fragilità della mucosa respiratoria tracheale. L’anestesista nella fase di intubazione e selezione del bronco non si è avvalso di fibrobroncoscopio né di dispositivi atti a controllare il livello di pressione delle cuffie del TDL. Questi presidi avrebbero forse potuto prevenire una complicanza potenzialmente fatale.

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