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Minerva Anestesiologica 1998 September;64(9):419-23

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Taglio cesareo in paziente con patologia ischemica cerebrale. Anestesia spinale

Caputo F.

AUSL BR/1, Ospedale «N. Melli» - San Pietro Vernotico (Brindisi), Servizio Anestesia e Rianimazione


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La scelta dell’anestesia per il parto cesareo, in pazienti con patologia cerebrale ischemico-emorragica recente è un problema di non facile soluzione. Viene riportato il caso di una paziente sottoposta a taglio cesareo, in anestesia spinale, che nel corso del I trimestre aveva avuto un episodio ischemico-emorragico cerebrale. L’anestesia spinale è stata praticata con 10 mg di bupivacaina iperbarica 0,5%±25 µg di fentanyl, utilizzando un ago tipo Sprotte 24G. L’anestesia spinale garantisce una valida protezione neuroendocrina all’aggressione chirurgica ed un’ottima stabilità emodinamica; la profilassi dell’ipotensione con il preriempimento s’impone in ogni caso ed il suo trattamento con efedrina deve essere tempestivo. Il rischio di una cefalea post-puntura durale, con l’uso di aghi ultrasottili ed a punta atraumatica è trascurabile. L’anestesia spinale evita l’anestesia generale standardizzata che espone la madre ad alterazioni cardio-vascolari da intubazione oro-tracheale che possono esitare in gravi danni vascolari cerebrali. Il tempo induzione-nascita è ancor più pericoloso; impiegare in questa fase alogenati, oppioidi e/o altri farmaci capaci di controllare la risposta adrenergica della madre espone il neonato a gravi rischi.

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