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La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2020 Sep 14

DOI: 10.23736/S1825-859X.20.00072-9

Copyright © 2020 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il Laboratorio diagnostico e COVID-19: è possibile stabilire una strategia per la diagnosi dell'infezione da SARS-CoV-2 attraverso l'uso combinato di test molecolari e sierologici?

Maria Concetta SORRENTINO , Giuseppina DI MARTINO, Daniele DI CARLO

Laboratorio di Patologia Clinica, Microbiologia e Virologia del Dipartimento dei Servizi Diagnostici e Terapeutici - ISMETT IRCCS, Palermo, Italia


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La pandemia da Coronavirus SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2), nota come COVID-19, ha coinvolto la popolazione mondiale in una sfida onerosa e di elevato impatto emotivo con gravi ricadute sulla salute e sull’economia, impegnando in prima linea personale medico, operatori sanitari, scienziati e politici. Il SARS-CoV-2 sembra sia apparso per la prima volta a Wuhan, in Cina, nel dicembre 2019 e si è quasi diffuso in tutto il mondo. Non è ancora del tutto nota l’epidemiologia e l’ecologia dell’infezione: dalle analisi filogenetiche effettuate, il reservoir del virus è stato individuato nei pipistrelli, ma l‘ospite intermedio e le esatte modalità del salto di specie con la trasmissione all’uomo, non sono ancora inequivocabilmente identificate. In questo scenario, la Medicina di Laboratorio ha una collocazione importante, sia nel campo della ricerca che della diagnostica. Grazie al lavoro di medici, biologi e tecnici impegnati nei laboratori di varie nazioni, disponiamo di maggiori informazioni sulla natura di SARS-CoV-2, sulla sequenza genica, sui meccanismi patogenetici, sulle prime ipotesi terapeutiche e sulle sperimentazioni per un vaccino. La conoscenza della sequenza del genoma virale ha condotto alla rapida disponibilità di test diagnostici, basati sull’applicazione di tecniche di biologia molecolare (RT-PCR) nel materiale ottenuto dai tamponi rino-faringei e ha permesso di individuare precocemente, isolare e trattare i casi di infezione da
SARS-CoV-2, rintracciarne i contatti e promuovere misure di contenimento sociale commisurate al rischio. Tuttavia, la rapida diffusione geografica del virus con il suo elevato grado di contagiosità, la percentuale di casi gravi che hanno avuto necessità di ricovero nelle Unità di Terapia Intensiva (ICU) e la maggiore letalità riscontrata in alcune regioni, ha determinato grande difficoltà nella gestione dei soggetti affetti da COVID-19, per la scarsa disponibilità di strutture e tecnologie adeguate. Il riscontro di soggetti asintomatici e/o paucisintomatici, con il virus in fase di incubazione, ha reso ancora più evidente la necessità di una diagnostica efficiente e precoce, ma i test molecolari, per varie limitazioni analitiche ed extra analitiche, non possono essere utilizzati come unico test diagnostico nei possibili scenari di diffusione del virus, nella popolazione generale: occorre un cambiamento di strategia che sia più aderente alla pratica clinica quotidiana. Abbiamo assistito ad un rapido sviluppo di test sierologici per identificare la presenza di anticorpi anti-SARS-CoV-2, ma, a causa della scarsa robustezza dei dati disponibili, ancora poche sono le evidenze sulla loro qualità ed efficacia diagnostica. Scopo di questa trattazione è verificare, allo stato dell’arte delle recenti conoscenze su COVID-19, sul virus responsabile e sui dati sierologici disponibili, la possibilità di una strategia “real life” nella gestione dell’infezione da SARS-CoV2, attraverso l’integrazione dei test molecolari e sierologici, per ottenere indicazioni sul migliore algoritmo diagnostico da applicare.


KEY WORDS: Coronavirus; COVID-19; Test diagnostici SARS-CoV-2; Test sierologici; Anticorpi SARS-CoV-2

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