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La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2020 Sep 06

DOI: 10.23736/S1825-859X.20.00071-7

Copyright © 2020 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Studi chimici sulle urine nella prima metà dell’Ottocento. La “cianorina”

Giuliano DALL'OLIO

Montecchio Maggiore, Vicenza, Italia


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Nei primi decenni dell’Ottocento agli studiosi di “chimica animale” arrivano richieste dei medici curanti di effettuare ricerche chimiche per individuare le sostanze che, in determinare situazioni patologiche, fanno assumere alle urine colori diversi dalle usuali tonalità del giallo. Le prime analisi chimiche sull’argomento si devono al farmacista francese Jean Sebastien Eugène Julia Fontenelle che nel 1823 e nel 1825 pubblica due lavori su casi di pazienti sofferenti di affezioni alle vie urinarie che emettono urine di colore azzurro. Con i metodi chimico-analitici disponibili all’epoca individua in queste urine la presenza di urea in piccola quantità, di albumina, gelatina e soprattutto dell’idrocianato di ferro responsabile, a suo avviso, del colore blu delle emissioni dei pazienti. L’ipotesi di Julia Fontenelle viene supportata dalle ricerche del professore di chimica Giuseppe Mojon che aveva rinvenuto idroferrocianato di ferro nell’urina azzurra di una giovinetta curata con protossido di ferro. Sembrerebbe quindi essenziale l’assunzione di preparati di ferro per la formazione dei composti blu, ipotesi che decade quando si scopre che uno dei pazienti esaminato da Julia Fontenelle non aveva usato alcun rimedio a base di ferro. Sempre nel 1825, Henri Braconnot reputa la materia contenuta nell’urina blu una sostanza nuova non ancora studiata dai chimici che denomina cianorina. Iniziano a questo punto, fra i medici e chimici, numerosi dibattiti che inducono a continuare le indagini. Gian Lorenzo Cantù propende per la presenza del prussiato di ferro, altri attribuiscono il fatto all’indaco per cui Jons Jakob Berzelius, nel 1833, conclude che le sostanze azzurre dell’orina possono essere di varia natura. Nel 1846, Giovanni Semmola, visto il disaccordo dei ricercatori riprende le ricerche sull’argomento. Studiando approfonditamente alcuni casi estrae dalle urine una sostanza diversa da quelle fin allora proposte, che egli vuol chiamare ancora cianorina, e che sarà nota come “cianorina di Semmola”. La questione resta comunque ancora aperta.


KEY WORDS: Urina azzurra; Urina blu; Cianorina

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