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ARTICOLO ORIGINALE   

La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2022 Giugno;18(2):91-101

DOI: 10.23736/S1825-859X.22.00144-X

Copyright © 2022 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Indagine nazionale del Gruppo di Studio in Allergologia (GdS-ALL): stato dell’arte dei laboratori allergologici italiani nel 2019

Vittorio SARGENTINI 1 , Nicola BIZZARO 2, Laura CAPONI 3, Gaia DELEONARDI 4, Valentino MICONI 2, Daniela VISENTINI 5, Danilo VILLALTA 6, per il Gruppo di Studio in Allergologia (GdS-ALL) della Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio (SIPMeL)

1 Unità di Patologia Clinica, Ospedale San Filippo Neri, Azienda Sanitaria Locale Roma1, Roma, Italia; 2 SIPMeL, Castelfranco Veneto, Treviso, Italia; 3 Laboratorio di Patologia Clinica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Università di Pisa, Pisa, Italia; 4 Laboratorio Unico Metropolitano, AUSL Bologna, Bologna, Italia; 5 Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Istituto di Patologia Clinica, Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, Udine, Italia; 6 Struttura Semplice Dipartimentale di Immunologia e Allergologia, Ospedale S. Maria degli Angeli, Pordenone, Italia



PREMESSE: Negli ultimi dieci anni, l’introduzione della component resolved diagnosis (CRD) ha rivoluzionato la diagnostica allergologica con un impatto clinico estremamente importante nelle allergie respiratorie, da imenotteri e alimentari. Il suo utilizzo e gli algoritmi diagnostici messi in atto da ciascun laboratorio sembrano però alquanto differenziati nell’ambito del territorio nazionale. Al fine di avere una fotografia più chiara di quanto e come viene utilizzata tale diagnostica in Italia, il Gruppo di Studio in Allergologia (GDS-ALL) della Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio (SIPMeL) ha condotto una indagine conoscitiva relativa all’anno 2019, tra i laboratori italiani che si occupano di diagnostica allergologica, per valutare il livello di implementazione delle nuove tecnologie, la conoscenza e l’applicazione degli algoritmi diagnostici raccomandati e, più in generale, il grado e il tipo di organizzazione adottato.
METODI: Un questionario costituito di 47 domande suddivise in cinque sezioni predisposto sulla piattaforma SurveyMonkey (Momentive Inc., San Mateo, CA, USA), è stato inviato nel gennaio 2020 a laboratori pubblici e privati presenti sul territorio nazionale. I quesiti sono stati formulati per indagare aspetti relativi al tipo di laboratorio di allergologia, al numero di utenti serviti e di esami effettuati, alla tipologia di richieste ricevute e alla loro gestione, alle tecnologie utilizzate e al loro livello di automazione, agli intervalli di riferimento e alla refertazione, e infine, al rapporto con i pazienti, con i clinici ospedalieri e i medici di medicina generale.
RISULTATI: Settantaquattro laboratori, in rappresentanza di tutte le regioni italiane, hanno risposto alla survey, di cui il 68% inseriti in ospedali pubblici, il 12% afferenti a ospedali universitari e il 20% a strutture private. Il 9,9% dei partecipanti ha dichiarato di aver eseguito le IgE specifiche a un numero di pazienti superiore a 50.000/anno, il 15,5% tra 10-50.000, un altro 15,5% tra 5-10.000, il 31% tra 1-5000 e il restante 28,1%, rappresentato prevalentemente da strutture private, a meno di 1000 pazienti annui. Tra i metodi di indagine, la tecnica fluoroimmunoenzimatica è utilizzata dall’83% dei partecipanti mentre la chemiluminescenza dal 21% (il 4% utilizza entrambe le metodiche). L’85% dei laboratori intervistati esegue la diagnostica molecolare e il 29% di essi è attrezzato anche con la piattaforma multiplex, impiegata per lo più in associazione con il test singolo e non in alternativa a esso; per queste metodiche la quasi totalità degli utilizzatori si avvale di completa automazione. Il 52% dei partecipanti dichiara di inserire un commento interpretativo nel referto. Più della metà dei laboratori si avvale di un rapporto collaborativo con i clinici ospedalieri, e il 45% dichiara di avere un rapporto soddisfacente con i medici di medicina generale. L’attività di consulenza in merito alla diagnostica allergologica viene praticata da oltre la metà dei partecipanti.
CONCLUSIONI: I risultati ottenuti dall’indagine conoscitiva rappresentano una fotografia dell’attuale condizione dei laboratori di allergologia italiani, evidenziando come la maggior parte di essi abbia risposto positivamente alle esigenze di cambiamento legate alla sempre maggiore considerazione e presenza della diagnostica molecolare nelle prescrizioni mediche. In questo ambito, occorre rimarcare come Il corretto utilizzo degli algoritmi proposti si renda sempre più necessario nell’ottica di ottenere un profilo di sensibilizzazione allergenica completo e che sia di valido supporto clinico.


KEY WORDS: Allergy and immunology; Allergens; Surveys and questionnaires; Laboratories

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