Home > Riviste > La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio > Fascicoli precedenti > La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2022 Giugno;18(2) > La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2022 Giugno;18(2):77-84

ULTIMO FASCICOLO
 

JOURNAL TOOLS

Opzioni di pubblicazione
eTOC
Per abbonarsi
Segnala alla tua biblioteca
 

ARTICLE TOOLS

Publication history
Estratti
Permessi
Per citare questo articolo
Share

 

RASSEGNA   

La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2022 Giugno;18(2):77-84

DOI: 10.23736/S1825-859X.22.00141-4

Copyright © 2022 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il test ANA: cosa è necessario sapere per interpretare correttamente i risultati

Luigi CINQUANTA 1 , Nicola BIZZARO 2, 3

1 IRCCS SYNLAB SDN, Napoli, Italia; 2 Laboratorio di Patologia Clinica, Ospedale S. Antonio, Tolmezzo, Udine, Italia; 3 Azienda Sanitaria Universitaria Integrata, Udine, Italia



Negli ultimi due decenni abbiamo assistito a un continuo incremento di richieste del test per anticorpi anti-nucleo (ANA). I motivi sono riconducibili ad un crescente interesse per la diagnosi precoce delle malattie autoimmuni sistemiche (MAIS) anche da parte di medici di base e specialisti non reumatologi, la tendenza a considerare la ricerca degli ANA come test di screening piuttosto che di conferma delle MAIS e, infine, il diffondersi nei laboratori clinici di nuove metodologie analitiche automatiche, più standardizzate e caratterizzate da elevata specificità diagnostica. In questo scenario, il test ANA, pur presente nel repertorio del laboratorio clinico da oltre 50 anni, continua ad essere oggetto di controversie sia per quanto riguarda i metodi analitici, sia per quel che riguarda l’interpretazione del risultato e il suo utilizzo clinico. Il metodo di immunofluorescenza indiretta su substrati cellulari HEp-2 (IFI HEp-2) è storicamente quello più utilizzato, ma è affetto da una serie di criticità che hanno favorito lo sviluppo di nuove procedure analitiche immunometriche in fase solida destinate ad affiancare e integrare il test IFI HEp-2 al fine di raggiungere una maggiore accuratezza diagnostica. Infine, l’avvento delle procedure analitiche multiparametriche ha aperto anche nelle MAIS nuove prospettive nella diagnosi, nella prognosi e nel monitoraggio della terapia. In questa rassegna prendiamo in considerazione il ruolo degli ANA nello screening delle MAIS alla luce delle nuove tecnologie analitiche, il cambiamento di paradigma nella valutazione della probabilità pre-test e nella corretta interpretazione dei risultati.


KEY WORDS: Antibodies; Indirect fluorescent antibody technique; Combinatorial chemistry techniques

inizio pagina